"C'eravamo tanto (rott)amati". Quando Matteo Renzi s'è inventato la Leopolda, non avrebbe mai pensato che il suo contenitore politicamente trasversale, nato per imbastire una "nuova guardia" che ne sostituisse negli intenti, la vecchia, in quattro anni lo avrebbe portato al vertice del Pd prima, e a Palazzo Chigi poi. E soprattutto non avrebbe mai pensato che i suoi "compari" di allora, su tutti Pippo Civati, sarebbero diventati nei fatti, i suoi più acerrimi competitor all'interno del partito: i rottamatori in un certo senso sono stati rottamati pure loro e Matteo Renzi e la sua "cricca dem" (Boschi, Madia, Edoardo Fanucci, Lorenza Bonaccorsi...) non hanno fatto prigionieri. Correva l'anno 2010 - Alla prima edizione della Leopolda la metafora rappresentata sugli schermi della convention era quella del cartone animato Holly e Benji, quello coi calciatori che in campo ci mettevano mezza puntata per sorpassare la metà campo era diventata la metafora da superare: "Siamo stanchi di aspettare”, attaccava allora Renzi. L'anno successivo a fianco del futuro premier si schieravano personaggi come gli scrittori Nesi e Baricco, l’attore Pif, l’economista Zingales col sacro obiettivo di sfondare il muro ideologico di quel Pd in modalità bersaniana. Chi c'è e chi non c'è - Quella che andrà in scena quest'anno sarà dunque la "Leopolda di governo" per usare le parole di Maria Elena Boschi, ma pure la "Leopolda dei due Pd", dove ancora di più si noterà la divisione fra chi c’è e chi non c'è, fra maggioranza e minoranza dei democratici. Ci sarà ovviamente Maria Elena Boschi, che proprio ieri ha scherzato sulla mancata presenza di Stefano Fassina. Ci saranno i renziani doc Silvia Fregolent, Dario Nardella ,neo sindaco di Firenze, i ministri Poletti e Pinotti e il sottosegretario Delrio. Non ci sarà invece, oltre al sopracitato Fassina, allo zoo con i figli, la nemesi renziana Pippo Civati già avversario di Renzi alle primarie del dicembre 2013 e ora leader della minoranza interna. A casa pure Gianni Cuperlo che nei giorni scorsi, riferendosi alla Leopolda aveva parlato di "partito parallelo". Bersani e D'Alema infine, che chiaramente non presenzieranno alla kermesse nata negli intenti come alternativa a quella linea democratica presentata per anni dal Leader Massimo e da Bersani. Non parlerà infine alla convention neppure Diego Della Valle, ex sostenitore di Matteo Renzi e che ora ha assunto una posizione estremamente critica nei confronti del governo, al punto da ipotizzare una sua possibile discesa in campo politico con un partito alternativo.



