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Milano Moda Donna, da Gucci arriva l’androgino stropicciato: il debutto di Alessandro Michele

di Giorgia Epicocosabato 28 febbraio 2015
7' di lettura

“Bisogna tornare a fare una moda autorevole, controversa, piena di fascino. Mi piace l'idea di creare pezzi unici, forti, pieni di carattere. O almeno questo è quello che ho fatto per la nuova collezione femminile”, parola di Alessandro Michele. Il suo debutto ufficiale è l’evento più atteso della prima giornata di sfilate milanesi dedicate alle collezioni (donna) per il prossimo autunno-inverno. Mister Nessuno, come lui stesso si definisce, 42 anni, sorriso e battuta sempre pronta come si addice a un romano doc, barba, baffi e capelli lunghi, collanine piene di ciondoli sul maglione hippy chic, direttore creativo di tutte le linee Gucci, mostra subito carattere e determinazione. Con lui si cambia. Alessandro Michele stravolge tutto, anche il set della sfilata. Colpo di spugna sulla perfezione tanto amata da Frida Giannini, siamo nel mondo dell’imperfezione. Della serie: come mi sveglio, così esco, anche con il pizzo trasparente. Lo stilista lo aveva annunciato: per lui la moda è fatta di reliquie da conservare come feticci. Pelle stropicciata e plissettata per gonne longuette e pantaloni maschili, pieghe da stiratura sbagliata, abiti a fiori usciti da un vecchio cassetto, tocchi vintage. Ci sono la gonna in plissè di tulle laccato in capo o di lamè verde brillante, la blusa a jabot, il fiocco e il gilet a motivi jacquard, i mocassini a pantofola. Niente total look da esibire come riconoscibile griffe della maison. Il tailleur è stirato male e i pantaloni sono maschili. L'aria androgina di una ambigua femminilità ricorda la collezione maschile che fece tanto parlare e sparlare a gennaio, quella della blusa con volants e ruches. Qui neanche i pizzi e le trasparenza rendono sexy la donna Gucci. Sfilano gli uomini, difficile distinguerli, in tailleur a fiori spiegazzati, con i golf ricamati di fiori e uccelli, le borse feticcio in tela logata e dipinta. Gucci (stropicciato) ha davvero cambiato marcia. Da Alberta Ferretti invece va in scena una collezione romantica e ispirata ai dipinti del Rinascimento «perché sapevano raccontare donne con una bella personalità e comunicare un’Italia fatta di cultura». Sfilano ritratti femminili che pescano nel passato per ridisegnare il moderno. Organza di seta tramata con mohair, una leggera trasparenza, quasi ovunque le collarette in chiffon e pizzo come fossero collane preziose. C'è una piccola cappa nera di seta e lana, sotto sbuca un completo corto di pizzo e mohair panna e gli stivali in velluto. Lo sguardo spazia fino alla Russia, tra evocazioni e suggestioni mescolate ad arte: tanto broccato patchwork, molto lavoro per il ricamo sfumato di velluto su velluto. Il cappotto di seta tecnica color bronzo si sposa con l'abito gioiello. Ferretti veste una donna disinvolta che la sera lascia la pochette per indossare lo zainetto. Fay rilancia il cappotto da cavallo, il dolcevita a righe portato con la gonnellina tartan tagliata a sbieco, la scarpa da uomo e il basco. Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi hanno voluto «ristabilire i paletti di Fay e del sapere fare i vestiti all'italiana». Questo ritorno al buon gusto borghese secondo i due stilisti è nell'aria da qualche tempo. Dicono: «Se guardi su Instagram il mondo pagliaccifero sta finendo, persino in Asia le ragazze trendy stanno diventando borghesi». Rose per un’eleganza giocata tra sensualità e purezza da Francesco Scognamiglio. Lo stilista napoletano propone rose imbottite di pelle sul grembiule in tulle portato sul pantalone fitted, rose nella fodera trapuntata in seta rosa del cappotto di astrakan, rose ricamate a cordone sugli abiti leggerissimi in seta rosa antico. C’è un’aria un pò vintage negli abiti di organza bianca con bordature ricamate, nelle sottovesti con rose stampate, nei cappotti neri maschili senza allacciature, con grandi revers che li fanno assomigliare a vestaglie, portati con morbide maglie in mohair rosa o salvia. In mano, clutch di pelle e metallo o 'Giusy', il primo modello di borsa lanciata da Scognamiglio, una semisfera in pelle con manico rigido su cui attaccare charms come il cornetto portafortuna. Genny si ispira all'antico Egitto. Il papiro diventa la stampa di stagione, ma si trasforma anche in preziosi ricami e addirittura in collari di cristalli. La proposta disegnata da Sara Cavazza Facchini è come sempre iperfemminile, con cappe di jacquard lunghissime, tailleur in fil coupè bianco e oro, abiti tunica in chiffon con stampe a motivi di gocce d'olio abbinati a cappe d'angora e mohair con ricami gioiello. Il pantalone ampio in jacquard è portato con il top di panno con balza sul punto vita e la giacca spruzzata d'oro. Ai piedi tronchetti o stivali con motivi di bende, gioielli collari ricamati con motivo di treccia e serpente, in stile Cleopatra. Passaggio in India per Stella Jean, che per il prossimo inverno si è lasciata ispirare dalle architetture dei palazzi dei maharaja e dalle feste dei popoli dell'Himalaya. Echi folcloristici accoppiati a tessuti maschili e volumi accentuati in quello che la creativa definisce «disordine stilistico». I cappotti in tessuti maschili con ricami etnici toccano il pavimento e si portano con la gonna plissè o a campana in tweed e le sneakers scintillanti. Sull'abito in tartan è ricamato un fachiro, sul cappotto cammello sono disegnate scene di vita indiana. La collezione di Chicca Lualdi reinterpreta il concetto di lusso con materie pure e preziose accostamenti ricercati e raffinate tecniche sartoriali. L'obiettivo, secondo la stilista, è quello di non infatuarsi di un capo ma sceglierlo e amarlo a lungo. Quindi opporsi al consumo compulsivo e alimentare la passione per il lusso vero. Ecco che la preziosità dei materiali scelti e le tecniche sartoriali fanno coppia con silhouette sofisticate e femminili. Le linee, fortemente ispirate ai volumi degli anni Sessanta, sono un mix di materiali: chiffon e renna, denim e organza. Ora si sente finalmente libero di divertirsi e di fare la moda che più gli piace Fausto Puglisi. Il risultato è un'estetica ossessionata dai colori primari («proprio non riesco a usare quelli tenui») e dal decoro estremo, dalle asimmetrie, dal punk e dal sartoriale mescolati, per madonne e ragazzacce alla moda. Spuntano rami di corallo di Sciacca sull'abito nero lungo, puro Mediterraneo; il verde menta e il giallo, le stelle barocche e le croci della Madonna di Vara, e siamo a Messina, ma questo è un chiodo in pelle nera punk e sacro insieme. Le pieghe dei gonnellini da gladiatore che hanno reso famoso il designer sono tradotte in maglia asimmetrica, i leggings animalier incrostati di coralli, il capospalla con mono-revers, i completi in micro tartan celeste crema nero. L'abito più ricco è in micro cannucce di vetro ricamate su una stampa zebrata che si apre e diventa quasi una stratificazione geologica e preziosa. Romantica e sportiva la collezione N21 per il prossimo inverno. Alessandro Dell'Acqua è riuscito a togliere leziosità ai capi più femminili e a dare un'eleganza metropolitana alle proposte più active. I pantaloni in jacquard di oro lamè sono portati con una semplice maglia di cashmere ultrasottile e un cappottone maschile a spina di pesce; la giacca canadese in tessuti maschili si abbina alla gonna dorata e alla piccola camicia. Il gioco si scopre ancora di più nell'abito che davanti brilla d'oro e dietro è grigio. Una moderna Cenerentola in abiti con lo strascico con le ruches e crinoline quella di Luisa Beccaria. Ma quando mette basco, calze a rete e decolletè con il cinturino, ha un'allure parigina. Di giorno veste capispalla e abitini in tessuti maschili come il loden, il pied de poule e la vigogna, ma ricamati e con applicazioni tridimensionali. Mette bluse con colli plissè, abiti in organza fil coupè, gonne svasate o a matita. Il fiore, uno dei must della maison, si propone in una nuova versione grafica e decora l'abito da ballo a bustier e gli chemisier a portafoglio, abbinati a cappotti in tweed con inserti in camoscio. Per la sera è bandito ogni minimalismo. Da Simonetta Ravizza la collezione per la prossima stagione fredda s'ispira allo stile della cantante statunitense Carly Simon, divenuta celebre con la hit 'YoùRe So Vain' incisa negli anni Settanta. La cantante soft-rock rappresenta a pieno un mondo boho-chic fatto da linee tanto minimali quanto lussuose. Così in passerella sfilano lunghi gilet, parka e cappotti maschili in rex effetto astrakan, montone nappato; modelli patchwork con effetti animalier. Le linee si allungano e si fanno oversize, impreziosite da lavorazioni ad intarsio, ricami scintillanti, bordature in pelle; la tendenza boho prosegue con bluse fluttuanti, abiti camicia e pantaloni larghi. Anche gli accessori si fanno boho-chic: zoccoli in legno avvolti di pelo di montone. La collezione di Brunello Cucinelli è un elogio alla natura selvaggia: colori neutri della terra, bianchi invernali, neutri ghiacciati o increspati, granulosi, sabbiati. Raffinate giacche in tela di lana o in crêpe, morbidi cardigan over e lunghi cappotti di feltro si combinano a lussuosi e soffici gilet. Cinture e coulisse scolpiscono il punto vita, mentre le volute delle maglie e la lieve trasparenza delle lunghe tuniche scendono sulle superfici aderenti dei pantaloni skinny e dei jogging più affusolati. Fluide culottes slanciate dai tacchi, lunghe gonne dritte o ampie sopra runners dalle finiture brillanti creano silhouettes moderne ed informali. Sono delle neo principesse rinascimentali invece le donne di Bozart, ma anche seducenti sacerdotesse che attraverso la rete dei blog esercitano il loro potere vellutato. Donne contemporanee tecnologiche che guardano al futuro ma che amano anche lo stile classico ed elegante proveniente dal passato. Due mondi a confronto che danno origine a un inedito umanesimo digitale. La forza della pelle, la morbidezza del velluto, le trame ricche di ori in forme rinascimentali caratterizzano la nuova collezione femminile per il prossimo autunno-inverno. Borse da giorno, sacche secchielli, borsette con manico, pochette e clutch, tutte con ricchi dettagli che richiamano le decorazioni di una particolare e sontuosa linea di bijoux in cui al metallo finemente lavorato si affiancano cordoni intrecciati in fili d’oro. Le pelli sono in morbidissimo vitello trattato, stampato a motivi barocchi in tono su tono, a cui viene accostato un ricco velluto color rosso fra il cardinale ed il pompeiano. Completano le borse, accessori in corda misto cotone e fibra bordeaux intrecciata in fili d’oro, con raffinate coppette a disegno rinascimentale. Non mancano pietre cabochon e perle ad arricchire pochette e cinture. di Daniela Mastromattei