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Milan, chi è davvero Ruben Amorim: il punto di Fabrizio Biasin

di Fabrizio Biasinmartedì 16 giugno 2026
Milan, chi è davvero Ruben Amorim: il punto di Fabrizio Biasin

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Il punto centrale non è tanto “Hanno scelto Tizio, Caio, tuo cugino o mia sorella”, ma quanta libertà daranno a costoro per fare il loro mestiere. Dovrebbe essere osservazione superflua ma non lo è affatto, soprattutto se si osserva quel che è accaduto negli ultimi anni dalle parti di Casa Milan. Amorim è bravo? Eccome (l’esperienza fallimentare a Manchester conta fino a un certo punto, negli ultimi anni ci sono cascati praticamente tutti). Il duo tedesco scelto per occupare le scrivanie? Più che promettente. 

E però tecnico e dirigenti avranno bisogno di mezzi e spazio per poter incidere. Il tempo, in particolare, stringe: il nuovo tecnico portoghese ha un’idea di calcio che mal si sposa con la rosa in dotazione e andrà aiutato con operazioni di mercato affatto semplici (la mancata qualificazione alla Champions complica tutto). Il giovane tedesco Hardung “sa come si fa”, all’Eintracht ha lavorato bene e in attesa del nulla osta dalla Germania inizierà a ragionare su “chi rimane e chi va”. 

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Il resto lo devono fare patron Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, chiamati a un gesto di responsabilità in apparenza semplicissimo e in realtà assai complicato quando si ha a che fare con ego mastodontici: si chiama “passo indietro” ed è indispensabile per evitare che un americano (Cardinale) uno svedese (Ibra), un portoghese (Amorim) e due tedeschi (Krösche e Hardung) si trasformino nell’incipit di una brutta barzelletta.

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