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Milano Fashion Week, cinquanta sfumature di bianco per Fendi e Prada in rosa

di Giulio Bucchisabato 28 febbraio 2015
3' di lettura

Cast stellare per la sfilata di Fendi. Ad aprire le danze la bionda Doutzen Kroes in total-white. Dopo di lei, in passerella tutte le supermodelle del momento, da Joan Smalls e Kendall Jenner a Jamie Bochert. La collezione per il prossimo autunno inverno disegnata da Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi non è niente male. La purezza del bianco illumina una serie di abiti in pelle dal taglio pulito, movimentati da costruzioni a pannelli e tasche applicate, portati con gli stivali con la zeppa che sembra di ghiaccio. Le camicie, inamidate, sono portate sotto il gilet. E poi cappotti dal taglio preciso, piumini dai volumi over, abiti dalle geometrie taglienti, tutto è calibrato e la preziosità dei tessuti è stemperata dalla nettezza del segno grafico. Una collezione che prende spunto dal lavoro di Sophie Taeuber, artista svizzera della prima metà del Novecento, quando mischia fantasie, materiali, pellami differenti su un solo pezzo e quando sterza sui colori caldi dell’arancio e del rosso fino ad arrivare al nero.  Prada rilancia la bellezza femminile, lontana dal minimalismo caro a Miuccia. Una bellezza geneticamente modificata, come ama ripetere la stilista. Usa un jersey che ha l'apparenza del neoprene e che confonde le idee. Dalle giacche a doppiopetto e dai cappotti smanicati spuntano t-shirt di lana e lunghi guanti. Ci sono il tailleur azzurro polvere, il cappottino rosa, la serie di abitini con bretelle e i top decorati. Una collezione giocata tra verità e finzione, dove il tweed è color menta, la giacchina ha la schiena nuda, il cappotto perde le maniche, i gioielli non sono veri, la pelle stampata è finta. Persino le sottovesti sono false. Un guardaroba soffice, caldo e avvolgente come una coperta per la stagione fredda di Max Mara dove i classici dell'abbigliamento maschile sono reinventati con tessuti preziosi come cammello, cachemire, alpaca, seta matelassè e pizzo. E così anche gli abiti sottoveste, i bustini e le gonne longuette. Le forme dei capispalla sono oversize, per far sì che ogni modello avvolga il corpo morbidamente. Capucci torna alla ribalta del pret-à-porter con una collezione disegnata da Cinzia Minghetti, sotto l’occhio attento del maestro Roberto Capucci che vanta un archivio di 62 mila disegni e che precisa: questi sono tempi non solo di alta moda ma che esigono il pret-a-porter. La collezione è una raffinata ricerca delle origini più grafiche e semplici della maison, la stilista ha privilegiato la linea a scatola, inventata dal maestro nel 1958, trasformandola in tubini, doppie gonne e top, abiti in crepe impunturato e pantaloni boxy. Altro tema ricorrente è il cerchio per cappe e cappotti,ma c’è anche il plissè quadrato e il patchwork futurista. Applausi alle camicie bianche architettoniche e agli immortali abiti da cocktail a schiena nuda e fiocco, inventati da Capucci quasi sessant'anni fa. Costume National non delude mai, la sua collezione rappresenta il momento in cui notte e giorno s'incontrano: unisce due estremi, maschile e femminile, con un'essenza minimal chic cara al marchio disegnato da Ennio Capasa. Misteriosa e sensuale è la notte, ma anche la donna di Costume National, che comunica energia e magnetismo attraverso il suo stile. I cappotti sono asimmetrici e destrutturati, mentre le giacche, abbinate al gilet, ricordano i modelli sartoriali da uomo e hanno un ricamo di catene sui revers di raso. Per le gonne non ci sono mezze misure: mini o lunghe con spacco profondo. Stessi spacchi anche per gli abiti, fluidi e morbidi sulle forme. Anche nella collezione di Blugirl, dedicata alle giovani donne che vogliono abbattere schemi e barriere, c’è una doppia anima. Accenti mascolini e un romanticismo di fondo: tailleur maschili con bluse di seta in disegni Galles e pied-de-poule, tuniche e abiti lunghi con romantici motivi a fiori e frutta. Il mix continua con abiti in georgette a vita alta portati con francesine e stringate maschili multicolor. C'è anche un tocco di nostalgia per il passato, con la riedizione di alcuni capi d’archivio, come i maglioncini ricamati che celebrano l'artigianalità made in Italy. Mentre troviamo un maxi cardigan di maglia, capo di punta, da mettere al posto del cappotto, nella collezione di Les Copains disegnata da Stefania Bandiera. Qui anche il completo con la gonna midi e la giacca sartoriale è sdrammatizzato dal maxi cardigan. Un mix di capi iperfemminili e proposte più sportive che ricordano vagamente gli anni 70 sono arricchiti da grandi spille di strass a forma di libellula. Ai piedi stivali a tacco alto e sandali con fiocco d'organza. di Daniela Mastromattei @DMastromattei