Il frammento di papiro che parla della moglie di Gesù non è un falso storico. Lo confermano nuovi test scientifici condotti da alcuni professori di tre diversi atenei americani - Columbia, Harvard e il Massachussetts Institute of Technology (conosciuto come MIT) - che hanno eseguito diverse analisi sul frammento e sono riusciti a dimostrare che l'inchiostro è "perfettamente in linea con quello usato in altri 35-40 manoscritti datati tra il IV e l'VIII secolo dopo Cristo", come afferma il professor James Yardley, ingegnere elettronico della Columbia. Precedenti - Il dibattito su questo testo si era aperto già nel settembre 2012, quando Karen L. King, docente della Harvard divinity School, aveva presentato durante un convegno il frammento, che aveva definito il Vangelo della moglie di Gesù, mostrando in particolare due frasi: "Gesù disse loro: mia moglie..." e ancora "Lei sarà in grado di essere mia discepola". Secondo la studiosa queste citazioni non dimostrerebbero che Gesù fosse effettivamente sposato, ma solo che tra i primi cristiani si discuteva di celibato, sesso, matrimonio e discepolato. Il dubbio resta quindi, ma, come afferma la King, "Quando tutte le prove puntano in una direzione non hai la certezza al 100 per 100, ma la storia non è un posto per il 100 per cento".



