Roma, 15 gen. - (Adnkronos) - "I macchinari dell'ospedale S. Giacomo sono stati riposizionati in altri nosocomi. Ma le opere d'arte, l'antica farmacia del 500, le tele, i dipinti, le sculture dove sono andati a finire? Mi piacerebbe poter entrare al S. Giacomo. Ma da 4 anni il presidente uscente della Regione Lazio Renata Polverini, ha impedito a chiunque, anche a senatori e parlamentari, di visitare lo spazio fondato dal mio antenato alla fine del XVII secolo". E' quanto ha dichiarato all'Adnkronos Oliva Salviati, discendente dal cardinale Antonio, che fondo' l'ospedale romano, presidente del Comitato Tebe per la tutela dei lasciti e dei patrimoni. Oliva Salviati ha lanciato un allarme: "Le istituzioni si sono lavate la coscienza trasferendo i macchinari. Ma, lo ripeto, dove e' andato a finire l'immenso patrimonio artistico che era all'interno dell'ospedale? Sono spariti decine di quadri, quattro arazzi fiamminghi, dipinti del XVI secolo realizzati da Domenico Baccafumi e da Andrea del Verrocchio, come la 'Madonna col bambino"'. "Troppe volte si e' parlato del San Giacomo prima delle elezioni, per meri scopi elettorali -ha proseguito Oliva Salviati-. Spero che qualcuno prenda a cuore le sorti dell'ospedale chiuso nel 2008. Uno spazio necessario ai cittadini per tutelare la salute pubblica, soprattutto oggi di fronte alla gravissima situazione che incombe sul settore della sanita', una vera e propria emergenza sociale. Mi auguro al contempo che si possano anche dare risposte a chi chiede insistentemente dove siano tutte quelle opere d'arte che facevano parte del lascito del cardinale Antonio Salviati e di altri donatori all'ospedale San Giacomo", ha concluso.




