(Adnkronos) - L'incarico a Michelangelo dell'opera fu affidato dal primo papa Medici, Leone X, nel 1520, ma la realizzazione avvenne durante il pontificato del secondo papa mediceo, Clemente VII, eletto nel 1523. E infatti, nel gennaio del 1525, Michelangelo scriveva al papa Clemente VII che "la lanterna qua della chapella di decto San Lorenzo, Stefano l'a' finita di mecter su e schopertola, e piace universalmente a ognuno, e chosi' fara' a Vostra Santita'. Faccia'n fare la palla, che viene alta circha un braccio: e io o' pensato, per variarla dall'altre, di farla a faccie, che credo che ara' gratia; e chosi' si fa". In queste poche parole si comprende la volonta' di Michelangelo di arricchire la lanterna, che gia' "piace universalmente a ognuno", con la realizzazione un'opera unica nel suo genere, com'era del resto lo spazio sottostante, la Sagrestia Nuova. La composizione in rame dorato fu realizzata da Giovanni di Baldassarre, detto "il Piloto", orafo fiorentino di cui e' poco conosciuta l'attivita', ma che certamente fu collaboratore di Michelangelo (e con lui attivo a Venezia e Roma), di Perino del Vaga, nonche' amico di Benvenuto Cellini. "Il 'coronamento' da oggi esposto alle Cappelle Medicee - spiega Monica Bietti, direttrice del museo - trova nella storia della famiglia Medici e nel legame fra essa, la chiesa e la citta', molti elementi di continuita'. Alla sua base ci sono infatti otto teste leonine, simboleggianti da un lato la citta' (il Marzocco), ma anche il nome di Leone X, primo Papa mediceo. Ogni leone e' un po' diverso dagli altri e la raffinata tecnica di esecuzione ci fa capire la grande abilita' del 'Piloto' da oggi non piu' cosi' sconosciuto".




