Roma, 18 gen. - (Adnkronos) - Incremento delle politiche di risparmio energetico e diffusione delle rinnovabili; monitoraggio della qualità dell'aria e politiche di mobilità sostenibile; riduzione della produzione dei rifiuti; incentivare le coltivazioni biologiche e più attenzione ai temi dell'acqua, dei campi elettromagnetici, dei rischi industriali e del terrirorio. Queste, in sintesi, i punti elaborati dai medici per l'ambiente per l'agenda politica del prossimo Governo che chiedono un ripensamento dell'attuale modello di sviluppo e dell'intero sistema economico che riconosca la centralità del binomio ambiente e salute. Anche l'Isde Italia, l'associazione Medici per l'Ambiente fa sentire la sua voce in vista delle elezioni indicando quali temi dovrebbero entrare nell'agenda del prossimo Governo. "Chiediamo più risorse per il comparto sanitario e per la prevenzione - sottolineano i medici per l'ambiente - risorse che potrebbero essere agevolmente recuperate da una più attenta lotta all'evasione fiscale, alla corruzione, agli sprechi, ai privilegi e con una netta riduzione delle spese militari", fa sapere l'Isde. In tema di energia, si chiede un rapido incremento delle politiche di risparmio energetico, di ricerca e diffusione delle energie rinnovabili e l'avvio di programmi di emancipazione dalle fonti di energia fossile, programmando la chiusura dei grandi poli di produzione energetica già esistenti e un programma di diffusione su tutto il territorio nazionale di piccole centrali. Indispensabili politiche di riduzione complessiva della necessità di ricorrere ai processi di combustione, ritenuti i principali responsabili dell'inquinamento atmosferico urbano. Per garantire una migliore qualità dell'aria, secondo l'Isde, dovrà attuarsi una rapida trasformazione dell'intero sistema dei trasporti riducendo così l'immissione in atmosfera dei prodotti derivanti dalla combustione di petrolio, gasolio, benzine e gas. E' necessario ridurre lo spostamento delle merci su grandi distanze, disincentivare il trasporto commerciale su gomma ed incentivare il trasporto su rotaia. Per quanto riguarda i rifiuti, l'associazione auspica e sostiene la politica delle cosiddette 'R': riduzione della produzione dei rifiuti, raccolta differenziata porta a porta, riciclo, riuso, riparazione e responsabilizzazione dei cittadini e delle istituzioni, così da evitare l'incenerimento dei materiali post-utilizzo e da ridurre progressivamente il loro conferimento in discarica. L'acqua, ribadisce l'Isde, è e deve rimanere un bene comune e ad ogni individuo va garantito in modo gratuito l'accesso all'acqua in misura sufficiente a garantire dignitose condizioni di vita. Le normative italiane ed europee devono essere attuate per garantire la tutela della salute e il rispetto del principio di precauzione. No, quindi, alle deroghe che hanno permesso di destinare a consumo umano, nell'ultimo decennio, acque con elevati livelli di sostanze tossiche e cancerogene. Sulla base dei documenti ufficiali dell'European environment agency, che evidenziano rischi acclarati per la salute umana, e della recente classificazione da parte dell'Agenzia internazionale di ricerca sul Cancro dei campi elettromagnetici come cancerogeni di classe 2 B, l'Isde ritiene necessario che si emanino e dispongano norme e misure atte a ridurre, in prossimità di scuole, centri sportivi e aeree densamente abitate, l'esposizione e che si rivedano le norme che autorizzano, anche nelle scuole, le cosiddette aree wireless. Sì al biologico e ai programmi che avviano l'eliminazione dei pesticidi e dei fitofarmaci dalle pratiche agricole, mentre è necessario un impegno crescente per l'eliminazione dei fattori di nocività presenti nei luoghi di lavoro e delle cause di infortunio, in modo speciale nel settore edilizio. Infine, la tutela del territorio: l'Isde chiede di legiferare a favore del recupero dei manufatti edilizi già esistenti e per la messa in sicurezza del territorio in modo tale da contrastare il dissesto idrogeologico. No a condoni edilizi e maggiore lotta all'abusivismo.




