(Adnkronos) -Il Papa pensa "al deterioramento dell'ambiente, agli squilibri sociali, alla terribile potenza delle armi, ne abbiamo parlato tanto in questi giorni, al sistema economico-finanziario, allo sviluppo e al peso dei mezzi di informazione, di comunicazione, di trasporto. E' un cambiamento che riguarda il modo stesso in cui l'umanita' porta avanti la sua esistenza nel mondo". Di fronte a questa realta', si interroga il Pontefice, "quali sono le reazioni? Ritorniamo ai due discepoli di Emmaus: delusi di fronte alla morte di Gesu', si mostrano rassegnati e cercano di fuggire dalla realta', lasciano Gerusalemme. Gli stessi atteggiamenti li possiamo leggere anche in questo momento storico". "Di fronte alla crisi - osserva il Pontefice - ci puo' essere la rassegnazione, il pessimismo verso ogni possibilita' di efficace intervento. In un certo senso e' un "chiamarsi fuori" dalla stessa dinamica dell'attuale tornante storico, denunciandone gli aspetti piu' negativi con una mentalita' simile a quel movimento spirituale e teologico del II secolo dopo Cristo che viene chiamato 'apocalittico'. Noi l'abbiamo la tentazione di pensare in chiave apocalittica". Avverte il Papa: "questa concezione pessimistica della liberta' umana e dei processi storici porta ad una sorta di paralisi dell'intelligenza e della volonta'. La disillusione porta anche ad una sorta di fuga, a ricercare "isole" o momenti di tregua. E' qualcosa di simile all'atteggiamento di Pilato, il 'lavarsi le mani'. Un atteggiamento che appare 'pragmatico', ma che di fatto ignora il grido di giustizia, di umanita' e di responsabilita' sociale e porta all'individualismo, all'ipocrisia, se non ad una sorta di cinismo".




