(Adnkronos) - L'avvocato Basilio Milio, proseguendo la sua arringa, parlando ancora del libro 'Io so' di Antonio Ingroia, sostiene che e' "inconcepibile in uno stato di diritto". Nel libro, scritto con i giornalisti Sandra Rizza e Giuseppe Lo Bianco, Ingroia parla anche della trattativa, che sarebbe partita proprio "con i Carabinieri del Colonnello Mori che chiede a Ciancimino di attivarsi presso i vertici di cosa nostra". Possibile tutto questo solo per salvare la vita ad alcuni politici siciliani? Ecco cosa scrive Ingroia nel libro: e' possibile una cosa: che i primi approcci siano nati su input e su ispirazione di chi aveva un interesse personale,di chi era piu' esposto. E che, avviati questi primi contatti,nel frattempo le cose siano diventate ancora piu' gravi: perche' a quel punto e' sopraggiunta la strage di Capaci. Quindi laffare non riguardava piu' solo la sorte di uomini politici,ma lintero Stato. In quel momento, irrompe sulla scena politica la ragion di Stato che da' una parvenza e una legittimazione apparente alla trattativa avviata. Non e' la prima volta che cio' accade. La storia dimostra che per un uomo politico non di primissimo piano, come lassessore Dc Ciro Cirillo, lo Stato scese a patti con la camorra.



