Roma, 12 giu. (Adnkronos) - E' paradossale: non ho condizionato nessuno ne' ho tenuto nel cassetto alcunche', come dimostra il fatto che il cognato di Messineo e' stato rinviato a giudizio proprio su mia richiesta". Lo dice all'Adnkronos Antonio Ingroia, in merito a una delle contestazioni che hanno indotto la prima Commissione del Consiglio superiore della magistratura a decidere per l'avvio della procedura di trasferimento per incompatibilita' a carico del procuratore capo di Palermo Francesco Messineo. "Non so se questa iniziativa del Csm mi faccia piu' preoccupare o sorridere -aggiunge Ingroia- la verita' e' che si tratta di un sorriso amaro. Si profila un possibile trasferimento per incompatibilita' di Messineo, la cui serenita' sarebbe stata condizionata non dalla mafia ma dal pm antimafia che piu' a lungo, negli ultimi 20 anni, l'ha combattuta a Palermo. Una cosa davvero curiosa, frutto dei tempi...". "Chissa' -conclude- se e' un caso che questo avvenga adesso nei confronti del procuratore aggiunto, coordinatore del pool che ha indagato sulla trattativa Stato-mafia e del procuratore Messineo che ora ha deciso di partecipare alle udienze di questo stesso processo".



