Firenze, 12 giu. - (Adnkronos) - "Raccogliamo l'appello del maestro Bruno Bartoletti che si oppone alla liquidazione del Maggio Musicale Fiorentino. Le indicazioni che ha scritto nel suo testamento spirituale, pubblicato sulle pagine locali del quotidiano 'La Repubblica', possono essere fatte nostre". Lo ha detto il governatore della Toscana, Enrico Rossi, nella sua comunicazione al Consiglio regionale prima di presentare una mozione condivisa e concordata con tutti i capigruppo e d'intesa con il presidente della commissione Cultura, Nicola Danti (Pd). Atto che l'aula ha approvato con la sola astensione del consigliere Mauro Romanelli (Gruppo misto), dopo un lungo dibattito a seguito del quale il consigliere ha ritirato la propria firma perche', "pur condividendo le intenzioni e lo spirito della mozione, il testo pare bacchettare solo i lavoratori, che pure hanno gia' dato tanto, tralasciando le responsabilita' della passata amministrazione", ha spiegato. "Con questo testo - ha spiegato il presidente Rossi - mandiamo un messaggio forte di interessamento anche se la Regione non e' direttamente coinvolta nel Maggio. Fa parte del consiglio di amministrazione e mette a disposizione le stesse risorse del Comune". La Regione Toscana raccoglie dunque l'appello di Bruno Bartoletti, "attraverso la richiesta di convocazione che presenteremo al ministro per i Beni culturali Massimo Bray, insieme agli altri soci fondatori, per discutere le modalita' e gli interventi necessari per un piano di rilancio e risanamento". "Non tocca a noi fare la prima mossa", ha chiosato Rossi spiegando che "rimanere nell'ombra fino ad oggi e' stata la misura di un rispetto nei rapporti con il Comune di Firenze e con il Governo". La storica 'bacchetta' del Maggio, nel suo appello messo a punto poco prima della morte, prende una "posizione forte contro la liquidazione della Fondazione, perche' porterebbe al fallimento culturale del Maggio", ha detto il governatore leggendo in Aula alcuni stralci dell'articolo pubblicato. (segue)



