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Immigrati: De Zordo, somalo suicida ucciso da politiche incivili

domenica 16 giugno 2013
Immigrati: De Zordo, somalo suicida ucciso da politiche incivili

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Firenze, 13 giu. - (Adnkronos) - "La morte per suicidio del giovane somalo in via Slataper e' devastante per tutti noi e deve far aprire una volta per tutte gli occhi a una citta' che si celebra come civile, democratica, operatrice di pace, ma che er troppi aspetti non lo e'. Si e' gettato nel cortile del palazzo in cui viveva da occupante senza prospettiva alcuna di una vita accettabile, in cui poter costruire un futuro degno di questa parola. Forse e' stato troppo pesante il fardello che si portava dietro dalle guerre di casa sua, forse troppo vuoto il vuoto che ha trovato qui nella ricca Europa". Commentato cosi' Ornella De Zordo, capogruppo in consiglio comunale di PerUnaltracitta' - lista di cittadinanza, e Adriana Alberici la morte del trentunenne somalo ucciso dalla disperazione oggi pomeriggio a Firenze. "La storia di questa vita, terminata sul selciato di un cortile, cosi' come le storie di decine di migliaia di richiedenti asilo nel nostro paese, e' una storia allucinante. Persone abbandonate dalle istituzioni nonostante i trattati internazionali e il diritto umanitario prevedano per loro assistenza e accompagnamento. In Italia i profughi sono infatti pressoche' invisibili, e dire che ce ne sono poco piu' di trentamila contro il mezzo milione tedesco e gli ottantamila di un piccolo paese come l'Olanda. Paesi di un'Europa che ha visto morire alle sue frontiere almeno 18.673 persone dal 1988 ad oggi, come certifica il lavoro certosino di Gabriele Del Grande su Fortezza Europa". "Nell'essere vicini alle tante persone che come lui vivono o hanno vissuto questa condizione, nell'esprimere le nostre condoglianze a tutta la comunita' somala cittadina, non possiamo non augurarci che Firenze possa pensare ai migranti come persone portatrici di diritti e non piu' come pericolosi 'clandestini', personaggi capaci di 'degradare' le nostre citta'. Il degrado e' rappresentato da chi non accetta la modernita' dei flussi migratori, che non capisce la ricchezza delle diversita', privo di strumenti culturali com'e', e che muove i pericolosi istinti razzisti di un'opinione pubblica che, se accompagnata nel racconto dei fatti scevri da strumentalizzazioni, puo' restituire dignita' a tutta la citta' e al paese in cui viviamo."