Napoli, 14 giu. - (Adnkronos) - Diciassette centri antiviolenza, spesso gestiti in autonomia da associazioni di volontari e "senza spazi per accogliere e ospitare le donne che scelgono di cambiare vita". E' la situazione dei Centri antiviolenza presenti in Campania, descritta all'Adnkronos da Carolina Riccardi, coordinatrice del progetto 'Osservatorio sulla violenza alle donne' che ha messo sotto la lente di ingrandimento il funzionamento dei Centri evidenziandone "le quotidiane situazione di difficolta' legate alla carenza di risorse, di personale e di strutture adeguate". Dieci dei 17 centri "sono gestiti da volontari e associazioni che, in alcuni casi, non hanno neanche gli spazi per accogliere e ospitare le donne che scelgono di cambiare vita. Alcuni di questi centri ricevono anche venti telefonate al giorno da parte di donne che chiedono aiuto, ma spesso manca il personale per assisterle". Altra difficolta' e' rappresentata dalla dislocazione sul territorio dei Cav: mentre nella provincia di Napoli sono nove, scarseggiano in quelle di Avellino, Benevento e Salerno. Situazione che rende difficile anche "fornire un percorso di formazione e di informazione sulla violenza di genere. Spesso passa l'idea che la violenza di genere sia solo quella fisica. La violenza psicologica e' piu' sottovalutata, ma laddove si inizia a mostrare un minimo di presa di coscienza il lavoro diventa piu' facile ed e' possibile lavorare anche nella rielaborazione della relazione, ridefinire i confini e smuovere simbiosi che sembra sia impossibile scindere", conclude Riccardi.



