Reggio Calabria, 15 giu. - (Adnkronos) - "Ritengo non vi sia alcuna fattispecie di reato nel mio comportamento. A chi ne ha facolta' il compito di stabilirlo". Lo sottolinea il sindaco di San Procopio, Eduardo Lamberti Castronuovo, che ricopre anche la carica di assessore provinciale alla Legalita', reagendo alla notizia della trasmissione degli atti in procura richiesta dal pm della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, dopo la testimonianza del parroco di San Procopio il quale, nell'udienza al processo Meta, ha riferito che nel paesino aspromontano sia il vecchio sindaco Rodolfo Palermo che l'attuale avrebbero usato liste civetta per evitare che le elezioni venissero invalidate non raggiungendo il quorum. "Ho dato la mia disponibilita' a ricoprire la carica di sindaco di San Procopio -prosegue Lamberti Castronuovo in uno scritto- nel solo intento di aiutare quel paese, di fatto, abbandonato dallo Stato ed ho voluto dare un netto segnale di rottura con il passato, evitando che soggetti direttamente o indirettamente riferibili a ambienti discutibili la amministrassero". Il primo cittadino precisa inoltre che "in ambedue le liste presentate per la libera scelta dei cittadini, senza condizionamento alcuno, ci sono solo persone di specchiata e riconosciuta moralita"' e ammette che la strategia della lista civetta era funzionale. "Sono stato messo di fronte alla necessita' di contribuire alla presentazione di piu' liste, perche' altrimenti -spiega- non sarebbe stato possibile assicurare una amministrazione al paese, per via della farraginosita' del sistema elettorale. In tali liste sono presenti nomi di persone da me personalmente conosciute, anche quali collaboratori, sulla cui correttezza nessuno puo' eccepire alcunche"'. (segue)



