Roma, 14 nov. (Adnkronos) - Via libera dal Campidoglio all'erogazione al Teatro dell'Opera di Roma di una prima tranche del finanziamento dovuto per il 2013. Lo afferma, all'Adnkronos, il sovrintendente dela Fondazione lirica capitolina, Catello De Martino, spiegando che al Consiglio d'amministrazione di oggi - al quale ha partecipato il direttore esecutivo del Campidoglio, Massimo Bartoli, al posto del sindaco Ignazio Marino, presidente della Fondazione - "Bartoli si è dichiarato disponibile all'erogazione di una tranche del finanziamento di 5,5 milioni di euro che ancora dobbiamo ricevere dal Comune, che servirà a fare fronte alle spese immediate del teatro". "Sempre Bartoli -prosegue il sovrintendente- ha rasserenato il cda e si è impegnatio a sollecitare un tavolo, già richiesto da me con una lettera del 6 novembre scorso, con il ministro dei Beni culturali Bray, il presidente della Regione Zingaretti e il sindaco Marino. Tavolo che si dovrà tenere nel breve". Quanto alle cifre apparse oggi su un quotidiano nazionale, De Martino chiarisce che nel corso del Cda "è stata scritta una lettera di correzione a firma del vicepresidente della Fondazione, Bruno Vespa, indirizzata al direttore del quotidiano. Quando si parla di bilanci -sottolinea il sovrintendente- bisogna prendere le esposizioni ma anche le entrate. La lettera è stata scritta con la supervisione del collegio dei revisori dei conti, che ha anche delle responsabilità". Sulle voci che con sempre maggiore insistenza parlano di commissariamento dell'Opera di Roma, De Martino spiega poi che "avrebbe ripercussioni negative sulla Fondazione. La legge sul commissariamento è abbastanza chiara -aggiunge il sovrintendente- e prevede lo si possa applicare in due casi: se la Fondazione ha accumulato due anni di disallineamento sul bilancio, cosa che non ci riguarda -sottolinea De Martino- perché l'Opera di Roma da tre anni è in pareggio e mi auguro di chiudere così anche il 2013. Il secondo caso si verifica quando c'è l'impossibilità a far fronte ai debiti dei fornitori, e la Legge 112 attiverebbe questo genere di procedura. Una procedura che potrebbe aiutare altri teatri, che ne hanno avuto bisogno, ma nel caso dell'Opera di Roma non ravvedo questa esigenza, che anzi avrebbe ripercussioni abbastanza negative sul nostro teatro". (segue)




