Milano, 24 ott. (Adnkronos) - Il gup di Milano Carlo De Marchi ha assolto un imprenditore che non aveva versato 180mila euro di Iva a causa della crisi "della sua azienda informatica e di quella finanziaria del Paese, avvertendo doverosamente l'Agenzia delle Entrate dell'importo dovuto", spiega l'avvocato Marco Petrone. Alla fine del processo con rito abbreviato, in cui la difesa ha prodotto la documentazione contabile, l'imprenditore è stato assolto "perchè il fatto non costituisce reato". La difesa ha dimostrato che l'imprenditore non aveva versato l'imposta nelle casse dello Stato "a causa della difficile situazione economica" e che era assente l'intento di evadere: "non avrebbe altrimenti nemmeno fatto la dichiarazione dei redditi". Il giudice ha assolto l'imprenditore perchè manca l'elemento soggettivo del reato, "ossia la volontà di omettere il versamento", e quindi la sua condotta -punibile con la reclusione da sei mesi a due anni- non ha rilevanza penale. Una vittoria sul fronte penale che lascia aperto quello tributario.


