Firenze, 19 mar. - (Adnkronos) - "Non possiamo piu' considerare la medicina sportiva la cenerentola del nostro sistema sanitario. Le ultime drammatiche vicende impongono di riconsiderare il ruolo che la prevenzione assolve nell'attivita' agonistica e amatoriale". Lo dichiara Maria Luisa Chincarini, capogruppo di Centro Democratico in Consiglio regionale della Toscana e medico dello sport, a seguito della morte del ciclista quarantenne Andrea Nencini, deceduto domenica per un malore durante la corsa amatoriale Giro della Maremma. "La triste storia di Nencini segue il dramma che si e' consumato a Pontedera non piu' tardi di dieci giorni fa", spiega Chincarini. "Sono storie parallele, che non possono essere archiviate come incidenti, ma che chiamano in causa la necessita' di riconsiderare la funzione della prevenzione". "La medicina dello sport non puo' essere soltanto un vero e proprio 'certificatificio', ma deve tornare a svolgere un ruolo ben preciso e assumere la massima centralita' in ottica sia di prevenzione e sia di sicurezza 'in campo' per tutti gli atleti, siano essi giovani, professionisti o semplici amatori". "Bisogna invertire la rotta", aggiunge Chincarini. "In Commissione Sanita' del Consiglio regionale, abbiamo vinto l'importante battaglia per ottenere che la medicina dello sport diventi finalmente un'unita' funzionale a se stante. Ora e' necessario garantire a questo settore fondamentale del nostro Sistema sanitario gli strumenti indispensabili a scongiurare il ripetersi di questi inaccettabili incidenti, a partire da una rimodulazione dei costi nel settore privato evitando la corsa al ribasso che va sempre a detrimento della qualita' del servizio erogato. Questo continuera' a essere il senso del nostro impegno in Commissione", conclude Chincarini.




