Padova, 20 mar. (Adnkronos) - Per evitare di portare in tavola vongole tossiche la Regione Veneto, in seguito ad ampie indagini ambientali, ha varato una serie di direttive specifiche per regolamentare la pesca e la molluschicultura nella laguna di Venezia. Le attivita' industriali di Porto Marghera infatti, sebbene ormai largamente dismesse, continuano ad avere un forte impatto sull'ambiente lagunare, a causa della presenza di inquinanti persistenti che contaminano i sedimenti e gli organismi viventi. La raccolta di molluschi bivalvi per il consumo umano e' infatti vietata in circa un terzo dell'area lagunare e sono stati imposti limiti restrittivi sulle concentrazioni di diossina rilevabili nel pescato fresco. Ma oggi esiste una tecnologia innovativa che permette di individuare le vongole "a rischio", e' quanto scoperto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Biomedicina comparata e Alimentazione dell'Universita' di Padova, guidati dal prof. Luca Bargelloni, in collaborazione con il Magistrato alle Acque di Venezia. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista 'Molecular Ecology', ha studiato l'effetto degli inquinanti chimici nella vongola verace, una specie di grande interesse commerciale, e ha analizzato campioni prelevati in aree e periodi dell'anno differenti, utilizzando una tecnologia innovativa che permette l'analisi contemporanea della risposta di migliaia di geni a diverse condizioni ambientali. Si e' osservato che l'accensione/spegnimento di moltissimi geni e' associata principalmente alla variazione stagionale di temperatura, salinita' e ciclo riproduttivo.(segue)




