Roma, 22 mar. - (Adnkronos) - Sempre più italiani mostrano di preferire l'acqua del rubinetto a quella in bottiglia: se nel 2006 la percentuale di chi beveva l'acqua 'del sindaco' era pari al 70,4%, nel 2012 tale percentuale è salita all'80,3%, come rileva l'indagine Cra Nielsen 2012 realizzata per Aqua Italia, l'associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, sulla "propensione al consumo di acqua del rubinetto, trattata e non" in Italia. Il 49,1% degli intervistati ha dichiarato di bere l'acqua del rubinetto sempre o quasi mentre il 23,8% lo fa occasionalmente e il 7,3% raramente. I principali motivi per cui si preferisce l'acqua a km zero sono il minor costo (26,1%) seguito dalla comodità (25,9%) e dall'attenzione all'ambiente (19,7%) rispetto all'acqua in bottiglia, evitando così il trasporto e lo smaltimento del Pet. In un quarto delle famiglie italiane, inoltre, è presente almeno un dispositivo di trattamento dell'acqua per migliorarne le caratteristiche organolettiche. Il 23,4% degli italiani possiede almeno un apparecchio domestico di affinaggio dell'acqua. In quasi la metà dei casi si tratta di caraffe filtranti (12,6%), i sistemi di filtraggio si attestano al 4%, l'osmosi inversa al 3,9% e i sistemi di refrigerazione o gasatura all'1,8%. In particolare, tra coloro che bevono sempre o quasi sempre l'acqua del rubinetto, oltre un terzo (36,6%) ha almeno un apparecchio: il 19,7% ha una caraffa filtrante, l'8,3% ha un apparecchio con filtro per il cloro, il 5,7% ha un sistema ad osmosi inversa e il 4,4% ha scelto un apparecchio per la gasatura o refrigerazione.




