Roma, 22 mar. (Adnkronos Salute) - Non si puo' chiedere "un aumento della produttivita' a chi ormai non ha risorse per farlo ed e' dichiarato in esubero. La diminuzione del personale non puo' incidere sull'aumento della produttivita'". E' il senso della lettera aperta inviata da Claudia Di Pietro e Loredana Gonizzi, della Cgil Idi Irccs Roma a Giuseppe Profiti, vicario pontificio per le questioni amministrative del gruppo Idi. "La sua richiesta di aumentare la produttivita' - scrivono i sindacalisti a Profiti - e' un ossimoro, ovvero un paradosso apparente. Ad oggi l'unica produttivita' che aumenta e' quella del tribunale fallimentare, su cui dite di essere impegnati con l'obiettivo di presentare un piano industriale". "Non riusciamo a rianimarci, a riprendere le nostre attivita' perche' non abbiamo strumenti per risollevarci. Un mese fa - ricordano - ci fu il suo insediamento, ma non e' ancora ripartita l'attivita' della radiologia che avrebbe permesso di procedere con la diagnostica e i ricoveri piu' redditizi, necessari per cercare di raggiungere quel budget che la Regione Lazio vi avrebbe confermato. Tutta la radiologia e' ferma: nessun ordine emesso, la biancheria diminuisce, la procedura di licenziamento va avanti, a vostro parere per rendere appetibile l'ingresso di eventuali partner. Il suo timer procede incessante. E inesorabile chiude la nostra vita". Le sindacaliste ricordano a Profiti quanto ancora aspettano i dipendenti: almeno quattro mensilita', le liquidazioni a chi e' andato in pensione, i contributi previdenziali non ancora versati all'Inps e le tasse allo stato, le liquidazioni delle 405 persone giudicate in esubero, i costi di gestione del concordato e delle varie aziende che si sono succedute da ottobre ad oggi per tentare di certificare i bilanci, le spese legali di chi ha fatto causa, investimenti nella struttura per non perdere l'accreditamento. La Cgil Idi Irccs Roma si domanda per quale motivo "non vi prema agire rapidamente negli interessi di una forza lavoro che ha dimostrato di valere milioni di volte piu' di chi ha condotto quest'opera al dissesto finanziario. In azienda - proseguono - i dipendenti sfiduciati continuano a mostrare dedizione per una sanita' davvero priva di scopo di lucro. La forza lavoro cerca con tenacia di aumentare la produttivita'". Ma c'e' il timore che questo "sia solo l'ennesimo tentativo di prolungare un'agonia ormai irreversibile".




