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Stragi naziste: per Sant'Anna nel 2007 Cassazione confermo' dieci ergastoli

domenica 24 marzo 2013
Stragi naziste: per Sant'Anna nel 2007 Cassazione confermo' dieci ergastoli

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Lucca, 24 mar. - (Adnkronos) - L'eccidio nazifascista di Sant'Anna di Stazzema, dove il 12 agosto 1944 furono trucidati 560 civili, non fu rappresaglia, non fu vendetta. Come e' emerso dalle indagini della Procura Militare di La Spezia, si tratto' di un atto terroristico, di una azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio. L'obiettivo era quello di distruggere il paese dell'alta Versilia e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona. La ricostruzione degli avvenimenti, l'attribuzione delle responsabilita' e le motivazioni che hanno originato la strage sono state possibili grazie al processo svoltosi al Tribunale Militare di La Spezia e conclusosi nel 2005 con la condanna all'ergastolo per dieci ex SS colpevoli del massacro; sentenza confermata in appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007. Nella prima fase processuale si e' svolto, grazie al pubblico ministero Marco de Paolis, un imponente lavoro investigativo, cui sono seguite le testimonianze in aula di superstiti, di periti storici e persino di due SS appartenute al battaglione che massacro' centinaia di persone a Sant'Anna. Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta a Roma, negli scantinati di Palazzo Cesi,di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi "Armadio della Vergogna", poiche' nascondeva da oltre 40 anni documenti che sarebbero risultati fondamentali ai fini di una ricerca della verita' storica e giudiziaria sulle stragi nazifasciste in Italia nel secondo dopoguerra. (segue)