Trieste, 24 mar. - (Adnkronos) - In occasione delle festivita' pasquali, a Trieste la tradizione abbina ai riti religiosi una tavola in cui non mancano le forti eco di un passato multiculturale. I dolci hanno spesso nomi e origini che svelano la citta' quale crocevia di tradizioni e lingue diverse, vedi Presnitz e Putizza, che di italiano non hanno neppure il nome. Del Presnitz, si dice che forse fu creato da una pasticceria a meta' del XIX secolo, in occasione della visita al Castello di Miramare di Sissi, l'Imperatrice d'Austria e Ungheria. Al dolce sarebbe stato assegnato il Premio "Preis Prinzessin" (Premio Principessa), che i triestini riassunsero in Presnitz. Ma e' facile che presnitz derivi invece dalla parola slava presnec, diminutivo usato per i pani non lievitati. E guarda caso, la pasta del Presnitz e' tirata e non lievitata, cosa che fa sospettare che dietro ci sia anche una tradizione ebraica. La Putizza ha sicuramente un'origine slava, il cui nome deriverebbe dal termine potica, o meglio dal verbo poviti, ovvero avvolgere, ed e' una pasta lievitata. Il ripieno di fatto e' analogo a quello della Gubana friulana, dolce simile anche nella forma. Sia Presnitz che Putizza che Gubana hanno un ripieno composto in prevalenza da frutta secca. (segue)




