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Ilva: legge Parlamento alla prova della Corte Costituzionale

domenica 14 aprile 2013
2' di lettura

Taranto, 9 apr. (Adnkronos) - E' una settimana importante per il futuro dell'Ilva e di Taranto. Dopo la manifestazione antinquinamento di domenica, che ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini, prende il via oggi davanti alla Corte Costituzionale a Roma l'udienza per le questioni di legittimita' sollevate dal gip e dal Tribunale del Riesame del capoluogo jonico, su richiesta della Procura della Repubblica sia sul decreto governativo 207 degli inizi di dicembre che sulla relativa legge di conversione, la 231, approvata a stragrande maggioranza il giorno prima di Natale dal Parlamento. Si tratta della cosiddetta legge 'salva Ilva' che ha consentito all'azienda di tornare a produrre e a commercializzare l'acciaio dopo il blocco determinato dal sequestro in estate degli impianti dell'area a caldo. Un blocco solo formale poiche', per ragioni di ciclo integrato di produzione e complessita' dei macchinari, gli impianti hanno continuato a funzionare e non si sono mai effettivamente fermati. Domenica prossima poi i cittadini di Taranto saranno chiamati a esprimersi in un referendum consultivo. Questi i due quesiti: volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute nonche' la salute dei lavoratori contro l'inquinamento, proporre la chiusura dell'acciaieria Ilva? Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute e quella dei lavoratori, proporre la chiusura dell'area a caldo dell'Ilva, maggiore fonte di inquinamento, con conseguente smantellamento dei parchi minerali? Il referendum, seppure consultivo, per essere giudicato valido dovra' registrare la partecipazione del 50% piu' uno degli iscritti alle liste elettorali. Chi si batte per lasciare la situazione invariata puo' puntare anche sull'astensione e il mancato raggiungimento del quorum. (segue)