Prato, 13 mar. - (Adnkronos) - Quaranta scatti fotografici, intensamente messicani. S'intitola "Tierra" la mostra che sara' inaugurata sabato 16 marzo, alle ore 17.30, lungo la galleria espositiva della Biblioteca Lazzerini. Promossa dall'assessorato alla cultura del Comune di Prato e realizzata con il contributo di Estra, l'esposizione porta la firma di Andrea Biancalani, graphic designer e fotografo pratese, che ha ripercorso i luoghi fotografati negli anni Trenta e Quaranta dal piu' grande scrittore messicano del Novecento, Juan Rulfo, geniale maestro della fotografia. Settanta anni dopo, l'opera di Rulfo ha condotto cosi' il fotografo pratese, come una guida curiosa e appassionata, sulle strade del Messico odierno. Un Messico, che emerge con forza come terra di confine, tra Guatemala e Stati Uniti, tra tradizione e modernita', tra poverta' e ricchezza. Sulle orme di Rulfo e di quelle immagini diventate icone, le fotografie di Andrea Biancalani ritraggono un'umanita' che appare quasi di passaggio, transitoria, sfuggente, sia che si tratti di gente a lavoro o al mercato, o soltanto di cappelli o sguardi furtivi. Qui le figure umane si muovono in un paesaggio mutevole, a volte sconfinato e accecato dalla luce, altre volte ristretto e caotico. La sensazione e' quella di essere sempre un passo avanti o indietro rispetto alla Storia. I corpi ritratti sono ripresi nello svolgersi di un'azione che e' iniziata e non ancora compiuta, un muoversi rapido nell'immobilita' del tempo. In questo movimento tutto coesiste: vecchie insegne pubblicitarie su cumuli di poverta', muri dipinti che nascondono l'azzurro violento del cielo, caotiche citta' e antichi conventi. Una coesistenza di apparenti opposti, di passato e presente, di architetture coloniali e modernita', esaltati dall'incontro con le citazioni dei testi di Rulfo che accompagnano in alcuni casi, come didascalie, le fotografie di Biancalani in un percorso che diventa a tratti intensamente poetico. Una mostra, Tierra, la cui collocazione in Lazzerini non e' casuale: visitabile fino al 20 aprile, durante gli orari di apertura al pubblico, esprime la profonda vocazione della biblioteca come luogo di incontro fra linguaggi e culture, fra contemporaneita' e memoria, tra dimensione locale e apertura al mondo.




