Palermo, 13 mar. - (Adnkronos) - "Sul taglio delle province c'e' uno scontro titanico tra gli innovatori che vogliono cambiare e chi invece continua a fare il conservatore. Oggi c'e' una classe politica che non si rende conto che c'e' una contestazione globale, dalle imprese ai cittadini". Lo ha detto il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, parlando della riforma che prevede l'abolizione delle province. "Qualcuno dice persino che io voglio il taglio delle province per non farlo eleggere consigliere provinciale", dice ancora. "La verita' e' che ci troviamo di fronte a una casta che si chiude in se stessa e che vuole difendere gli interessi delle altre caste e delle cricche e pensa che il mantenimento dei privilegi sia la condizione per continuare ad avere un consenso, quello clientelare che si basa sul fatto che poi si spende per la Casta una parte della spesa pubblica. Ma non sono piu' questi i tempi - dice - questi sono i tempi in cui se non cambiamo e se la politica non cambia, entrera' nel palazzo e ci butta giu' dalla finestra. Io sono d'accordo che bisogna cambiare". "Oggi non sono in discussione le province ma la democrazia italiana - dice ancora Crocetta - noi salviamo la democrazia se sappiamo fare la rivoluzione democratica e pacifica. Alle nostre porte urgono i bisogni della gente che non sa cosa mangiare e che vive per strada. E di imprese che ogni giorno falliscono perche' non si riescono a fare misure a loro favore. Allora dobbiamo crrare uno schema semplificato di amministrazione e di burocrazia". "Tra l'altro la nostra proposta sulle province - dice Crocetta - non elimina gli enti intermedi come prevede invece Monti. La nostra istituisce enti intermedi che non costano nulla e che riducono la spesa perche' sono organi di programmazione territoriale decisa dalle amministrazioni che potrebbero permettere alle citta' un uso di vigili urbani, dei servizi sociali su base territoriale, dei rifiuti e dell'acqua. Senza creare altri organismi". (segue)




