Roma, 14 mar. (Adnkronos/Labitalia) - Nel Lazio no all'"assegnazione a soggetti terzi del servizio di emergenza 118, attualmente svolto dall'Ente Pubblico Croce Rossa Italiana", manovra "che lascia spazio a oscure interpretazioni". Lo scrivono in una nota Cisl Fps, Sinadi. Cri., e Fialp Cisal. "L'Ares -spiegano i sindacati- titolare del servizio 118 che aveva assegnato parte di esso in convenzione alla Cri, ritiene oggi di revocare unilateralmente tale affidamento". I cittadini della Regione Lazio "si vedranno cosi' privati -si legge ancora nella nota'- di una certificata garanzia di professionalita' degli operatori dell'emergenza a favore di strutture non meglio identificate". "Ci risulta -avvertono- che la riformulazione della convenzione non sia economicamente piu' vantaggiosa, ma possa creare un ulteriore aggravio economico per le casse regionali". Le tre sigle sottolineano che "la stessa Croce Rossa, che oggi garantisce il servizio, aveva proposto aggiustamenti che l'Ares ha fatto propri, ma intendendo attribuire il servizio stesso ad altri operatori". "Tutto questo e' stato arbitrariamente gestito dall'Ares utilizzando una procedura di 'urgenza', che oltre ad essere immotivata in quanto il servizio 118 viene oggi regolarmente garantito dalla Cri, consentirebbe all'Ares di assegnare un servizio di elevato interesse pubblico a chiunque volesse, evitando pero' tutte le procedure previste dalla legge sul controllo di qualita' degli affidatari e sulla gestione dei servizi stessi".




