Firenze, 15 mar. - (Adnkronos) - "Il ministro Clini considera il relitto della Costa Concordia un rifiuto? Si tratterebbe del piu' costoso della storia, da oltre 150 milioni di euro, ovvero il costo minimo per adeguare il porto di Piombino allo smaltimento". E' quanto dichiarano i neoparlamentari del Pd Michele Anzaldi e Lorenza Bonaccorsi, in merito alle dichiarazioni del ministro dell'Ambiente sul possibile smaltimento della Costa Concordia a Piombino. "Restano incomprensibili i reali motivi - proseguono due i parlamentari Pd - che spingono il governo dimissionario guidato da Mario Monti a prendere un a decisione del genere nei suoi ultimi giorni di mandato, tra l'altro in periodo di ordinaria amministrazione. Sono stati avanzati, peraltro, anche problemi di ordine burocratico-amministrativo. Si fatica a capire, in tema di spending review, quale risparmio di spesa ci sia nel realizzare una 'discarica' ad hoc per il 'rifiuto' Concordia, una decisione che non ha precedenti che il ministro Clini continua a sostenere. Piombino, infatti, non e' dotato di banchine adeguate, fondali adatti, personale specializzato per un'operazione del genere e strutture attrezzate. L'adeguamento, tra l'altro, sarebbe completamente a carico dello Stato, mentre lo smaltimento del relitto deve essere garantito dalla Costa Crociere". "Il governo ha il dovere di fare chiarezza - aggiungono Anzaldi e Bonaccorsi - e rendere pubblica la valutazione di convenienza economica di tutta questa operazione. Andrebbe chiarito, tra l'altro, perche' Piombino e' ritenuto il porto piu' vicino, quando alla medesima distanza si trova quello di Civitavecchia, cosi' come va spiegato perche' non e' stato indicato il piu' attrezzato Livorno, qualora il relitto vada mantenuto nella regione Toscana. Non e' stata ancora data alcuna spiegazione, inoltre, alla bocciatura di porti come Genova e Palermo, gia' attrezzati per lo smaltimento senza dover impiegare i 150 milioni di euro necessari a Piombino e senza rischiare di ritardare lo sgombero del relitto dal mare del Giglio, allungando ancora di piu' i tempi dopo il gravissimo danno subito da abitanti e imprese dell'isola".




