Bologna, 23 set. - (Adnkronos) - Anche Legambiente Emilia Romagna aderisce alla protesta lanciata in Veneto da Don Albino Bizzotto con il motto 'La nostra fame di bellezza contro l'abbuffata di cemento'. La staffetta del digiuno, partita il 20 settembre scorso da Padova, prosegue infatti in tutto il Nord Italia e domani il turno tocchera' al presidente di Legambiente Emilia Romagna Lorenzo Frattini. L'iniziativa e' promossa contro quelle che la Legambiente regionale bolla come "inutili infrastrutture" e cioe', precisa l'associazione, "la Tirreno-Brennero, la Cispadana, il Passante Nord di Bologna, la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo e la Orte-Mestre E55". Sono queste, infatti, secondo l'organizzazione di ambientalisti "le 5 infrastrutture viarie previste per l'Emilia Romagna che ogni anno ricopre di cemento e asfalto il proprio suolo a ritmi intensissimi, minacciando le sempre piu' esigue risorse naturali ed agricole, e che e' attanagliata ogni inverno dalla piaga dello smog". Ma la protesta a livello locale riguarda "anche altre forme di cementificazione e consumo di suolo come il maxiprogetto del Bologna Fc - specifica ancora Legambiente - o gli interventi nell'area Sapaba di Casalecchio di Reno, che sono solo due esempi eclatanti di una consuetudine estesa su tutto il territorio regionale". Una questione che Frattini giudica "una vera e propria emergenza ambientale e sociale". "Alla voracita' di suolo, della speculazione e della rendita immobiliare -conclude Frattini- opponiamo la fame di bellezza della societa' civile".




