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Pd, il dramma di Cuperlo: "Mi scambiano per Civati e Padre Georg"

Nessuno riconosce il candidato dalemiano alla segreteria. Due casi in pochi giorni sono ormai troppi: prima Civati ora il segretario del Papa
di Michele Chiccodomenica 29 settembre 2013
Pd, il dramma di Cuperlo: "Mi scambiano per Civati e Padre Georg"

2' di lettura

Psicodramma per Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del Partito democratico. L'onorevole di area dalemiana è il candidato della vecchia guardia: da uomo di partito sempre dietro alle quinte, è stato catapultato dal Leader Màximo in prima linea. "E' lui quello giusto per la segreteria" ha detto Massimo D'Alema e tutti i compagni, vicini al vecchio premier, subito pronti ad annuire. Cuperlo è considerato da tutti uno bravo: tante idee per una sinistra che faccia la sinistra e progetti per un'Italia più sinistra che mai. Agli ex comunisti, insomma, il compagno Gianni piace, ma il vero problema è che nessuno lo riconosce.  E tu chi sei? - Il fattaccio è già successo un paio di volte e Cuperlo, forse per esorcizzare la paura, l'ha raccontato ai giornalisti: "Per strada mi confondono!" ha detto ed era profondamente dispiaciuto. La crisi d'identità è dietro l'angolo e, magari, il povero Gianni la mattina si guarda allo specchio e si domanda se poi è effettivamente lui. Al principio fu Pippo Civati. Sul palco della festa dem a Milano, Cuperlo ha raccontato a tutti che "prima di un incontro" era seduto ad un bar quando è stato fermato da un gruppo di persone che gli hanno chiesto: "Ce la faremo, dottor Civati?". Applausi e risate (dalla platea), ma lui, sotto sotto, ci è rimasto male. Prelato - Oggi ai giornalisti ne ha raccontata un'altra, altrettanto cinica e divertente: "Una volta ero di ritorno da una trasmissione tv la sera tardi su un treno, avevo un maglione a collo alto e la giacca. Passa il signore che vende le vivande con il carrello e mi sorride. Io gli sorrido e lui prende coraggio e mi confessa: 'L'ho riconosciuta...'". Cuperlo quasi sveniva sul treno; non poteva crederci, già esultava dentro di sé: "Finalmente!", avrà pensato. E invece, destino crudele: "Lei è il segretatario del Papa". Ma no, come Padre Georg?! Cuperlo è diventato triste e per buttarsi ancora più giù ha telefonato a Beppe Fioroni: "Voi cattolici sopravvalutate le mie potenzialita..." gli ha detto, ma in fondo moriva d'invidia. E di vergogna.