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L'Irlanda attacca Berlusconi: indagato per riciclaggio

di Eliana Giustodomenica 23 giugno 2013
L'Irlanda attacca Berlusconi: indagato per riciclaggio

2' di lettura

E mentre Silvio Berlusconi sfida l'Europa sulle politiche di austerità che stanno soffocando la crescita in Italia, l'Irlanda rivela che il Cavaliere sarebbe al centro di un’indagine di una unità speciale investigativa irlandese, il Garda Bureau of Fraud Investigation's, con l’accusa di evasione fiscale e riciclaggio di denaro.  A scriverlo è l’Irish Sun nell’edizione di oggi. Nel mirino ci sarebbero alcune operazioni delle società di Silvio Berlusconi con l’International Financial Services Centre di Dublino. Le autorità italiane, scrive il quotidiano irlandese, avrebbero chiesto informazioni riguardo al periodo 2005-2007 per una cifra intorno ai 500 milioni di euro. Secondo l'accusa si tratterebbe di fondi neri. La replica -  "La notizia apparsa sull'Irish Sun dell’esistenza di una indagine fiscale in Irlanda per il periodo 2005-2007 nei confronti del presidente Berlusconi", replica  in una nota Niccolò Ghedini, senatore del Pdl e avvocato del Cavaliere, "è certamente frutto di un travisamento e di una erronea informazione". Infatti, spiega Ghedini, "non consta esservi alcuna indagine sul punto. Di certo negli anni scorsi vi era stata una rogatoria dall’Italia in Irlanda in relazione alla vicenda riguardante i diritti cinematografici. Come è noto per il periodo in questione vi è stata ampia assoluzione sia dal gup del Tribunale di Milano sia dal gup del Tribunale di Roma, decisioni confermate dalla Corte di Cassazione. E’ quindi evidente che non vi può essere alcuna indagine in merito".  Ghedini sottolinea: "Null'altro vi è che possa essere ricondotto a Berlusconi salvo che, il giornale non accosti erroneamente al presidente la vicenda di Banca Mediolanum che ha notoriamente da tempo in corso un contenzioso tributario in Irlanda, che è in corso di risoluzione con un arbitrato fra la stessa Irlanda e l’italia".  Infine, Ghedini annuncia: "E' ovvio che si procederà in ogni sede giudiziaria per tutelarsi dalla propagazione di notizie false e inesatte".

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