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Schlein: "La linea è una". E scatta la rivolta: "Pd partito non democratico"

di Elisa Calessimercoledì 20 maggio 2026
Schlein: "La linea è una". E scatta la rivolta: "Pd partito non democratico"

3' di lettura

L’attivismo dei riformisti e dei cattolici dem, che ha segnato il week-end appena concluso, con iniziative a Torino e a Roma, entrambe critiche nei confronti della linea attuale del Pd, non ha prodotto- per usare un eufemismo - grandi reazioni al Nazareno. Nemmeno la presenza di due padri nobili del partito, come Walter Veltroni, nel capoluogo piemontese, e Romano Prodi, nella Capitale. Risposta: zero.

Dall’inner-circle di Elly Schlein, semmai, filtra la determinazione della segretaria a proseguire sulla strada fin qui percorsa, senza alcun ripensamento o dubbio, forte del fatto, come dicono i suoi, che «il 90% del partito è con lei». È da questo silenzio che Pina Picierno, battagliera voce della minoranza, vicepresidente del Parlamento europeo, è partita, ieri, per un commento durissimo su X: «Leggo con inquietudine la posizione della segretaria del Pd Elly Schlein in risposta alle parole responsabili del Presidente Prodi e alle preoccupazioni di Graziano Delrio. Chiedo, davvero con sincera curiosità: ma «se la linea è una» dove sarebbe lo spazio politico per posizioni diverse? Mi pare un modo un pochino curioso di intendere la pluralità, a meno che la segretaria non attribuisca a questa parola il significato di generica tolleranza, insomma una forma più o meno vaga di sopportazione acustica. Come a dire: «Parlate voi se vi diverte, tanto poi la linea è un’altra». E aggiunge: «Peccato, però, questa sarebbe l’antitesi di un partito democratico, per di più nato dall’incontro di culture politiche diverse. Se fosse così non resterebbe che prendere atto del cambiamento decisamente strutturale del partito che abbiamo fondato». Parole- soprattutto l’ultima frase- che lasciano preludere a un possibile addio di Picierno dal Pd, partito di cui è stata una delle fondatrici. Sarebbe il secondo, negli ultimi tempi, dopo quello di Marianna Madia. Più clamoroso, però, per via della carica istituzionale apicale che Picierno ricopre in Europa.

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Sul cellulare dell’europarlamentare dem sono arrivati, ieri, tanti messaggi di solidarietà, di condivisione di quello che aveva scritto. Sono in tanti, nel Pd, a pensarla così. L’interessata, al momento, smentisce un suo divorzio dal Pd. Ma il silenzio del Nazareno pesa. «Sto aspettando una risposta dalla segretaria», ha detto con gli amici che l’hanno contattata ieri. La segretaria «deve chiarire la natura del Pd».

Come dire: deve dirci se, con lei, il Pd è lo stesso che è stato fondato nel 2007, dunque un partito formato da culture, pensieri, storie diverse, o se è cambiato, se è stata modificata la natura stessa del Pd. Perché se fosse così, è evidente che per chi è entrato nel Pd ormai venti anni fa, cambierebbe tutto. Ma Schlein non ha alcuna intenzione di infilarsi in questa discussione.

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Si prosegue con la tessitura dei rapporti internazionali, con i giri a sostegno dei sindaci impegnati nella tornata di amministrative che si svolgerà tra due settimane (il week-end appena trascorso della segreteria è stato tutto dedicato a questo). Poi, ieri sera, intervistata al Tg3, si è occupata del dibattito pubblico italiano: ha smentito scenari di possibili alleanze con Forza Italia dopo le elezioni («Non c’è nessuna disponibilità, né mia, né del Partito Democratico, alle larghe intese o a niente che vi somigli»), ha ribadito il suo no a qualunque dialogo sulla legge elettorale («Dopo avere negato a noi il dialogo che chiedevamo sugli stipendi, sui congedi paritari, sulla sanità, adesso lo vogliono sulla legge elettorale? Ma solo un governo chiuso nel palazzo da tre anni può pensare che sia la priorità per gli italiani che non arrivano a fine mese e che stanno rinunciando a curarsi»). Ha chiesto al governo di pretendere «flessibilità» rispetto al Patto di Stabilità europeo, ma «su tutti gli investimenti anche ad esempio quelli sulla sanità», si è rivolta al governo perché si attivi per liberare gli attivisti della Flottilla. Picierno aspetta. Ma dovrà aspettare molto. O forse, a un certo punto, si stancherà di aspettare.