Roma, 19 giu. (Adnkronos) - La si potrebbe definire una mostra dossier, una potente lente di ingrandimento attraverso la quale il pubblico potra' penetrare nei diversi aspetti storici, stilistici, compositivi, iconografici di un'opera chiave degli inizi della carriere del grande Tiziano Vecellio. La mostra 'Tiziano, Venezia e il papa Borgia', che la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore promuove dal 29 giugno al 6 ottobre in occasione dei suoi primi dieci anni d'attivita', insieme al paese natale del grande artista Pieve di Cadore e alla Magnifica Comunita' del Cadore, vuole esser il racconto, assolutamente inedito, di quella notissima e fondamentale opera, conservata al Museum voor Schone Kunsten di Anversa, in cui Tiziano dipinge 'Il vescovo Jacopo Pesaro e papa Alessandro VI davanti a San Pietro'. Un'opera che ora si conosce meglio, grazie alla recente pulitura e alle preliminari indagini e che, dopo tanti tentativi compiuti negli anni passati, e' prestata in Italia per la prima volta solo in occasione degli eventi tizianeschi di questa stagione. Ogni capolavoro del Maestro e' un caso a se', ha una sua storia, dei suoi riferimenti iconografici; manifesta gusti, tendenze, volonta' ma anche relazioni, incontri, dinamiche politiche e commerciali. E' il segno di un'epoca e del percorso artistico intrapreso. La tela commissionata da Jacopo Pesaro al giovane Vecellio non e' da meno e la mostra offre l'occasione, attraverso una decina di opere di puntuale riferimento e di confronto - dipinti, disegni e silografie, gemme e armature, documenti preziosi - non solo di riconsiderare lo stile e la datazione del quadro di Anversa, oggetto spesso di travisamenti e di svariate ipotesi,ma anche di esaminare piu' da vicino gli avvenimenti che ne circondarono la commissione. (segue)



