(Adnkronos) - L'indagine della Compagnia di Brindisi, andata avanti da novembre 2009 a dicembre 2010, e aggiornata fino all'attualita', ha interessato la frangia della Scu nota come 'Rogoli-Buccarella-Campana', i cosiddetti 'tuturanesi', che operava nella provincia di Brindisi. Gli investigatori si sono serviti di osservazioni e intercettazioni telefoniche e ambientali e hanno assorbito nel fascicolo anche l'indagine relativa all'omicidio di Saponaro che ha fornito sostegno e arricchito quella principale, in particolare sugli assetti organizzativi della compagine mafiosa, consentendo i sequestri patrimoniali. L'attivita' di intercettazione parti' a seguito dell'esplosione di colpi di pistola ai danni dell'abitazione di Giuseppe Litti il 15 giugno del 2010. Poi progressivamente si estese a macchia d'olio man mano che crescevano gli indizi sull'operativita' di una organizzazione che teneva sotto controllo il traffico della droga. Molto importante e' stato il sequestro della corrispondenza inviata o ricevuta da alcuni detenuti e l'agendina proprio di Gianluca Saponaro, una sorta di registro contabile sulle 'rimesse' in denaro collegabili alla vendita degli stupefacenti. Proprio a seguito dell'omicidio di Saponaro, a cura del Nucleo Investigativo dell'Arma di Brindisi e per il quale furono arrestati separatamente pochi giorni dopo Antonio e Josef Orofalo, furono effettuate ulteriori intercettazioni che riuscirono a fare luce sugli assetti organizzativi del gruppo malavitoso che faceva capo a Raffaele Renna e sugli interessi nel campo degli stupefacenti e delle armi. Un notevole contributo e' giunto dalle dichiarazioni di alcuni recenti collaboratori di giustizia. L'associazione mafiosa aveva nei proventi del traffico di droga la principale fonte di arricchimento e di assistenza ai detenuti e alle rispettive famiglie ma anche le estorsioni ai danni di imprenditori fornivano ulteriori fonti di reddito. E' stato riscontrato anche un episodio di estorsione ai danni di un trafficante di stupefacenti che operava nella stessa zona di influenza del gruppo criminale senza esservi affiliato. L'uomo fu vittima di intimidazioni, danneggiamenti e aggressioni. L'associazione criminale colpita oggi e la rete di fiancheggiatori erano costituite complessivamente da 65 indagati. Gli inquirenti hanno ricostruito 5 episodi di estorsione e numerosissime cessioni di stupefacente.Sei indagati sono stati arrestati in flagranza.Sequestrata l'arma utilizzata nell'omicidio Saponaro.



