Viareggio, 20 nov. - (Adnkronos) - "Mi duole dirlo ma la risposta del presidente del Consiglio Enrico Letta è priva di qualsivoglia giustificazione, non solo dal punto di vista morale ma ancor più dal punto di vista giuridico. Non sono parole mie ma concetti espressi a chiare lettere dal codice di procedura penale". Cosi' Chiara Romanini, presidente del Consiglio comunale di Viaregio, commenta la lettera del premier pubblicata oggi su "Il Tirreno". "La costituzione di parte civile poteva essere fatta fin dall'inizio, ovvero dall'udienza preliminare, e fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento. Vi era tutto il tempo. Oggi quel tempo è scaduto - aggiunge Romanini - e non costituirsi parte civile equivale a ritenersi soddisfatti di un'offerta economica ricevuta o in ricevimento. Non solo, non costituirsi parte civile da parte di un ente pubblico a fronte di un processo che tratta di 32 morti e significativo di problemi su una rete ferroviaria in regime di quasi monopolio, potrebbe voler significare uno scarso interesse ad insistere, ad essere parte e guida per chi quella verità la vuole per i suoi morti e perché simili vicende non accadano mai più. "Lo stato (volutamente a lettere minuscole) non lesinò la passerella nei giorni immediatamente successivi, non mancò ai funerali. E' mancato nel momento più difficile, quando doveva stringere a sé i suoi concittadini feriti, quelli che pagano le tasse e che si sentono italiani, e che avevano bisogni di sentirsi protetti nel momento della battaglia. Mi dispiace ma oggi ci sentiamo tutti molto meno italiani", conclude Romanini.



