(Adnkronos Salute) - Durante il progetto pilota che ha interessato i distretti 1, 2 e 3 dell'Asl di Milano, sono stati 'addestrati' oltre 763 fra medici e specialisti. I risultati hanno dimostrato che la formazione e l'applicazione del Pdta migliorano l'appropriatezza dell'invio dei pazienti agli specialisti. L'uso della cartella clinica elettronica condivisa, inoltre, ha favorito una migliore comunicazione tra medico e specialisti grazie alla creazione un database elettronico che ha permesso la condivisione online dei dati relativi ai pazienti presi in carico dai diversi professionisti. Il centro di coordinamento del progetto ha permesso infine di attivare un canale preferenziale per i pazienti con sospetto decadimento cognitivo, riducendo i tempi d'attesa per le visite specialistiche che sono ora inferiori a 30 giorni. Il progetto è stato quindi ampliato a tutti i distretti dell'Asl milanese, per una ricerca prospettica finanziata dal ministero della Salute e dal Progetto di governo clinico 2013 della stessa azienda sanitaria. La coordinatrice è Graziella Filippini, direttore della Unità di neuroepidemiologia dell'Istituto Besta. L'obiettivo di questa seconda fase è quello di assicurare, attraverso l'applicazione del Pdta, la diagnosi tempestiva, la continuità della assistenza e il coordinamento ospedale-territorio, la misura dei risultati di processo e di quelli per il paziente e la famiglia. Verrà fatto un confronto tra i costi diretti della applicazione del Pdta e quelli del modello di assistenza tradizionale.




