Roma, 17 mag. (Adnkronos) - Un sovrintendente capace di trovare fondi privati, taglio netto alle consulenze esterne e apertura produttiva sul territorio che preveda la collaborazione con tutte le altre realta' teatrali siciliana. E' questa la ricetta per salvare il Teatro Massimo di Palermo secondo Maurizio Rosso, segretario Slc Cgil di Palermo. "Abbiamo molte idee per non arrivare ai tagli del personale -spiega Rosso all'Adnkronos- Per esempio, si possono eliminare tutte le consulenze esterne, tra le quali un direttore di scena, alcune figure artistiche, l'ufficio acquisti. Si dovrebbero reinternalizzare la portineria e il botteghino che Cognata (il precedente sovrintendente, ndr) aveva appaltato all'esterno, lasciando pero' in organico i dipendenti che si occupavano di quei settori". Rosso punta il dito contro l'amministrazione dell'ex sovrintendente Antonio Cognata, definendola "disastrosa: stava trasformando il Massimo -afferma- da teatro di produzione a teatro di distribuzione. L'altro giorno e' arrivata una multa di 680mila euro per l'agibilita' Enpals relativa al periodo della sua gestione. Poi pero' ha programmato la 'Tetralogia' di Wagner tutta in un anno, con costi insostenibili. Cosa che non fa nessun teatro, neppure La Scala che l'ha realizzata in piu' anni. Inoltre avevamo come direttore del corpo di ballo Luciano Cannito, che faceva tutto: il coreografo, il regista e l'autore. E durante la sua gestione si mettevano in scena solo le sue cose, in un teatro che ospitava i maggiori coreografi del mondo". Secondo Rosso il Massimo "deve investire sulla produzione di qualita' e anche sugli artisti locali, ma deve anche aprire un tavolo -afferma- con le istituzioni locali come Confindustria, Confartigianato, e le organizzazioni che si occupano di turismo". Non solo. Secondo il sindacalista della Slc-Cgil occorre "collaborare con tutti i teatri siciliani, per un interscambio tra scenografie, costumi - che il Massimo potrebbe realizzare anche per altri - e corpo di ballo, che adesso ha contrattualizzato a tempo determinato 20 precari. Ma soprattutto -conclude- serve una figura di sovrintendente capace di trovare fondi privati, che in Sicilia ci sono, soprattutto nel settore agroalimentare".




