(Adnkronos) - Il procuratore di Tivoli Luigi De Ficchy, che ha coordinato le indagini, ha espresso viva soddisfazione per l'esito positivo dell'operazione, denominata "Topi in trappola". "Il furto in appartamento - ha affermato - e' un reato che ritengo gravissimo perche' crea allarme sociale. E, soprattutto, e' difficile individuare gli autori, che nell'85% dei casi restano ignoti. C'erano, insomma, possibilita' minime di individuare la banda". "Non ci siamo avvalsi di collaboratori che hanno confessato - ha continuato - bensi' abbiamo utilizzato la tecnologia a nostra disposizione come il GPS sotto le automobili". E le intercettazioni telefoniche, attraverso cui le Forze dell'ordine hanno ascoltato alcune conversazioni in diretta mentre il gruppo era pronto a entrare in azione. "In alcuni casi, si sono trattate di conversazioni singolari" ha aggiunto il procuratore, con i componenti del gruppo che si chiedevano se entrare oppure no in un appartamento. Il procuratore ha poi aggiunto che sarebbe bello avere piu' risorse a disposizione per contrastare il crimine organizzato di Tivoli, che poi e' uguale a quello romano. L'indagine nasce da un'azione di monitoraggio e controllo degli esercizi "Compro oro" presenti nel territorio tiburtino. A insospettire le Forze dell'ordine i movimenti di una ragazza, risultata poi legata sentimentalmente a uno del gruppo. Con una certa frequenza, la donna si recava a vendere oggetti in oro. Il suo nome compare nei registri di tre "Compra oro" differenti. Sono partiti allora i pedinamenti che hanno portato i carabinieri a fermare in flagranza di reato i cinque romeni che stavano portavano via alcune slot machines da un bar. (segue)




