(Adnkronos) - Inoltre, il tempio di Giove Statore, situato subito all'esterno del "muro di Romolo", era anche espressione di un culto terminale ("terminus" significa "confine"), cioe' di un culto che indicava il limite del Palatino perche' connesso alle sue difese. Fino alla recente scoperta degli archeologi dell'Universita' La Sapienza di Roma si pensava che il primo tempio di Giove Statore si trovasse sulla vicina Velia, il colle di Roma che in eta' fascista venne sbancato per aprire l'attuale via dei Fori Imperiali fra piazza Venezia e il Colosseo. Ora invece e' possibile sostenere che il tempio di Giove Statore sulla Velia venne realizzato dopo l'incendio di Roma del 64 d.C. quando appunto il tempio sul Palatino ando' distrutto e mai ricostruito per le modifiche urbanistiche imposte da Nerone. In eta' tardo-antica, nel IV sec. d.C., fu poi innalzato un nuovo tempio di Giove Statore lungo la Via Sacra, oggi detto "di Romolo", quello che tutti oggi possono vedere presso la Basilica di Massenzio. Dunque, le nuove scoperte sul Palatino stanno restituendo a Roma la memoria di uno dei suoi luoghi piu' rappresentativi, legato alle vicende sospese fra storia e leggenda che videro l'affermazione del primo modesto nucleo della citta' sugli altri popoli del Lazio antico.



