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L'angoscia per virologi e mascherine: già non se ne può più

Dal coronavirus all'hantavirus, il maggio del 2025 assomiglia in modo inquietante a quel periodo oscuro. Ma per fortuna c'è già chi si ribella
di Claudio Brigliadorivenerdì 15 maggio 2026
L'angoscia per virologi e mascherine: già non se ne può più

2' di lettura

Tamponi, test negativi, contagi, bollettini, pazienti asintomatici. Dal Coronavirus all’Hantavirus: il maggio del 2026 assomiglia in maniera inquietante, dal punto di vista mediatico, a quel periodo oscuro. E nei talk televisivi si rivedono scienziati e profeti di sventura.

Dopo il ritorno di Ilaria Capua e Massimo Galli, a È sempre CartaBianca su Rete 4 Bianca Berlinguer chiama a raccolta altri due guru come Antonella Viola e Matteo Bassetti. Ai tempi del Covid sembravano giocare su sponde opposte, perlomeno fino all’avvento del vaccino. Oggi pure, ma a maglie invertite. «Bisogna fare molta attenzione con la comunicazione, perché è vero che c'è grande attenzione dal punto di vista scientifico e dell’Oms, le persone però sono spaventate anche in Italia - avverte la Viola -. C’è chi mi scrive per chiedermi se dobbiamo mettere di nuovo le mascherine, se bisogna rinunciare alle vacanze... Non siamo in questa situazione, è importante che lo diciamo agli italiani».

Bassetti invece punta il dito contro il capitano della nave da crociera MV Hondius: «Se non fossimo tutti preoccupati, evidentemente, l’esercito inglese non paracaduterebbe dei medici e delle attrezzature sanitarie in un'isola, quindi secondo me dobbiamo porre grandissima attenzione al tutto.

Quando qualcuno oggi dice “ma non dovremmo fare tutto questo”... e come no, lo dobbiamo fare! Probabilmente abbiamo commesso una serie di errori, nuovamente, perché quella nave ha avuto un problema, mi spiace per il capitano, ma non esiste che, quando tu hai due morti che vivevano nella stessa cabina, non ti accorgi che possono avere una malattia infettiva, per cui in quel momento il medico di bordo avrebbe dovuto immediatamente lanciare un allarme che c’era una potenziale malattia infettiva contagiosa e in quel momento la nave andava messa in quarantena e non andava fatto scendere nessuno». A gelarli ci pensa Mauro Corona: «Non mi preoccupa il caso in sé, però bisogna aspettare come evolve la situazione. Mi preoccupa che venga coinvolta altra gente e che possa morire, come già successo. Mi angoscia l'idea di tornare di nuovo con i virologi, infettivologi e pneumologi in giro, avere le mascherine, mi inquieta». Come dargli torto.

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