Libero logo

Mafia: Mori attacca Riccio, false le sue accuse su Ilardo e Provenzano

domenica 9 giugno 2013
Mafia: Mori attacca Riccio, false le sue accuse su Ilardo e Provenzano

3' di lettura

Palermo, 7 giu. - (Adnkronos) - L'accusato attacca in aula il suo accusatore. Accade al processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano il 31 ottobre 1995 a Mezzojuso (Palermo). Mario Mori dedica buona parte delle sue dichiarazioni spontanee proprio al colonnello Michele Riccio, il grande accusatore del generale Mori e del colonnello Obinu. Secondo Riccio nel 1995, il dichiarante Luigi Ilardo, poi ucciso nel 1996, avrebbe indicato agli inquirenti del Ros la possibilita' di fare arrestare l'allora latitante Bernardo Provenzano. Ma il suo superiore di allore, cioe' Mori, non avrebbe dato seguito all'indicazione del pentito. "Preliminarmente occorre rilevare che il pm Giuseppe Pignatone ha qui dichiarato che Riccio non gli parlo' mai di contrasti sorti con la dirigenza del Ros o che emergessero problemi nelle operazioni volte alla cattura del Provenzano - spiega Mori rendendo dichiarazioni - Il magistrato, nella sua relazione scritta, inoltrata al Procuratore Caselli e concernente i contenuti dell'incontro avuto l'1 novembre 1995 con Riccio, agli atti del processo e confermata in dibattimento, ha sostenuto di avere avuto solo un resoconto generico degli avvenimenti del giorno prima al bivio di Mezzojuso e, soprattutto, che Riccio gli parlo' di un incontro della fonte con Nicola Greco e non con Provenzano". "Questa circostanza, ovviamente, mette seriamente in dubbio la ricostruzione di Riccio circa l'incontro tra Ilardo e Provenzano, inducendo anche a ritenere la possibilita' di una ricostruzione ingannevole messa in piedi dallo stesso Riccio per esclusivi fini personali - dice - La dichiarazione del dottor Pignatone, infatti, sta a dimostrare il comportamento menzognero del Riccio, che al magistrato fa una relazione, all'apparenza riduttiva, sull'incontro avuto dalla fonte, anche se forse piu' aderente al vero, mentre ai colleghi del ROS, sicuramente al fine di guadagnare tempo e non ricevere ulteriori pressioni per addivenire ad una rapida e concreta conclusione della collaborazione di Ilardo, propina una versione piu' allettante e favorevole. Il tutto, peraltro, rigorosamente in forma verbale. Aveva ricevuto pressioni per non fare menzione della riunione di Mezzojuso e di omettere la parte del racconto di Ilardo che si riferiva ad alcuni politici". Ma per Mori "e' falso. Se Riccio avesse ricevuto pressioni nel senso avrebbe avuto tutte le possibilita' di fare capo ai magistrati di riferimento, che frequentava liberamente e direttamente gia' dal periodo di sua permanenza alla DIA, trattando anche dei politici indicati dalla sua fonte. Mi chiedo poi come, ragionevolmente, io ed Obinu avremmo potuto insistere con Riccio per modificare o sottacere i termini dell'incontro di Mezzojuso quando dello stesso erano a conoscenza, cosi' come da lui sostenuto, e sin dal l'1 di novembre 1995, i magistrati della Procura di Palermo, oltre ai militari della Sezione Anticrimine di Caltanissetta che avevano svolto il servizio di osservazione su sua richiesta. Tutti i fatti ed i nomi refertati dal Riccio sono stati oggetto di indagini svolte sotto la diretta responsabilita' dell'Autorita' giudiziaria, quindi e' facile controllare se vi siano state omissioni o dimenticanze". (segue)