Roma, 19 apr. (Adnkronos) - "Lavoro sulla dialettica tra quello che e' nell'anima e quello che viene fuori attraverso il corpo. Cerco la vitalita' dei corpi, che per me e' molto importante". Cosi' Jacques Doillon, intervistato dall'Adnkronos sulla terrazza dell'Hotel Sofitel di Roma, parla del suo ultimo film 'Mes se'ances de lutte', presentato al festival del nuovo cinema francese 'Rendez Vous'. Il regista, considerato uno dei massimi esponenti del post Nouvelle Vague, sottolinea come quella corrente cinematografica "sia stata molto importante. Ma ora -dice- si deve andare piu' avanti". "Il cinema -afferma Doillon- non e' solo fatto di conversazione tra gli attori. Per me la cosa importante e' la traduzione dei sentimenti attraverso il corpo, delle cose interiori che emanano dal corpo. A volte -dice- vedo dei film in cui i corpi mi sembrano morti, invece io voglio mettere la vitalita', che e' essenziale, nel corpo, perche' non siamo solo spirito, ma abbiamo anche dei corpi che possiedono un linguaggio molto importante". La critica ha definito il suo ultimo film un "esperimento cinematografico". "Ogni film e' una sorta di esperimento -risponde Doillon- perche' prima c'e' la sceneggiatura, che permette al cineasta di andare avanti. Grazie alla sceneggiatura trovi i distributori, i finanziamenti. Ma poi c'e' la ricerca. E secondo me ogni film e' veramente un esperimento che si sviluppa nel tempo. La sceneggiatura e' solamente una base". Doillon parla anche della situazione politica italiana, nel secondo giorno di voto per l'elezione del Presidente della Repubblica: "Secondo me la politica italiana e' come un grande bazar e speriamo bene per il vostro Presidente della Repubblica. Obiettivamente -aggiunge- non essendo italiano non riesco a capire il livello dei vostri candidati. Ma il bazar e' anche in Francia e nel resto d'Europa, per via della crisi economica mondiale. Diciamo che e' un casino generale", conclude sorridendo.



