Roma, 19 nov. - (Adnkronos) - Un Pianeta assetato, più povero dal punto di vista della biodiversità e insicuro sia dal punto di vista delle scorte alimentari che delle risorse idriche. Sarà così il mondo se la temperatura dovesse aumentare di 4°C, cosa che potrebbe verificarsi se non si cambia decisamente la rotta. A lanciare l'allarme è la Banca Mondiale, attraverso lo studio "Turn down the heat: why a 4°C warmer world must be avoided" ("Abbassate il fuoco: perché un mondo più caldo di 4°C deve essere evitato"). Secondo il rapporto, stiamo procedendo spediti sulla strada che conduce direttamente a ondate di calore, scorte alimentari in calo, ecosistemi e biodiversità a rischio ed equilibri marini sconvolti. A fare le spese del clima torrido sono proprio le regioni più povere del mondo, perché le temperature comprometterebbero tutti gli sforzi messi in campo per lo sviluppo di questi Paesi. Lo rileva il Potsdam Institute for Climate Impact Research and Climate Analytics, a nome della Banca Mondiale, che invita ad adottare "ulteriori misure di mitigazione, come migliore assicurazione contro un futuro incerto". Senza queste azioni, avverte lo studio, "i nostri figli erediteranno un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo oggi. I cambiamenti climati rappresentano una dele più grandi sfide per lo sviluppo, e ci dobbiamo assumere la responsabilità morale di agire per conto delle generazioni future, specialmente per quelle più povere". Incrociando i dati della più recente letteratura scientifica con la nuova analisi dei possibili impatti e dei rischi, lo studio analizza i fenomeni già osservati, come le ondate di calore e altri eventi estremi, e offre proiezioni per il XXI secolo su siccità, ondate di calore, aumento del livello del mare, cibo, acqua, ecosistemi e salute umana. Secondo il rapporto, il clima globale potrebbe passare da un aumento della temperatura media di 0,8°C al di sopra dei livelli pre-industriali ai 4°C entro il 2100, e la previsione vale anche nel caso in cui le singole nazioni realizzassero gli attuali impegni presi per la riduzione delle emissioni. Secondo il rapporto, il livello dei mari è aumentato più velocemente negli ultimi due decenni che nel passato, fenomeno dovuto anche allo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia e dell'Antartico: prendendo in considerazione gli ultimi 225 anni, il massimo grado di fusione della calotta ghiacciata dell'Antartico si è registrata, infatti, proprio negli ultimi 10 anni. Sempre in tema di mari e oceani, il rapporto lancia l'allarme anche per la sopravvivenza delle barriere coralline, particolarmente sensibili alle variazioni di temperatura e ai livelli di acidità. A causa di questi fenomeni, i coralli potrebbero smettere di crescere e rischiano di sparire, con tutte le conseguenze del caso per le popolazioni la cui economia dipende proprio dalla presenza delle barriere coralline. A fare maggiormente le spese di un aumento della temperatura di 4°C saranno in particolare il Mediterraneo Subtropicale, l'Africa settentrionale, il Medio Oriente e gli Stati Uniti. Qui, le temperature rischiano, in estate, di salire di oltre 6°C e le proiezioni e per il mese di luglio, nel periodo tra il 2080 e il 2100, potrebbero aumentare fino a 9°C rispetto alle attuali (per una media di circa 35°C) mentre nel Sahara e nel Medio Oriente si potrebbero raggiungere addirittura i 45°C, ovvero 6-7°C in più rispetto a oggi. L'aumento della temperatura di 4°C ha anche ripercussioni sull'agricoltura e, quindi, sulla sicurezza alimentare: le zone colpite da siccità potrebbero passare dall'attuale 15,4% delle aree agricole al 44% nel 2100 e le regioni più colpite nei prossimi 30-90 anni saranno il Sud Africa, gli Stati Uniti, l'Europa meridionale e il Sud-Est asiatico. Secondo il rapporto, il 35% del terreno agricolo in Africa diventerebbe non idoneo all'agricoltura in un mondo più caldo di 5°C. Rischi anche per la disponibilità di acqua, mentre in Amazzonia gli incendi boschivi potrebbero raddoppiare entro il 2050.




