Torino, 19 nov. (Adnkronos) - E' ripreso questa mattina nell'aula bunker del carcere delle Vallette di Torino con la lunga deposizione del maresciallo dei carabinieri, Luigi Salerno, il processo Minotauro, sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel torinese. Il maresciallo in servizio al nucleo investigativo dei carabinieri di Torino, che hanno condotto le indagini, ha riferito sulla struttura della 'ndrangheta ricostruita dagli investigatori e sui rapporti delle locali piemontesi con quelle di origine in Calabria e si e' poi soffermato sulla locale di Rivoli e sulla struttura della "crimine". "E' come se si trattasse di una multinazionale - ha detto il maresciallo Salerno riferendosi alla struttura della 'ndrangheta - in cui c'e' una strategia aziendale comune, ma poi le singole aziende sul territorio operano autonomamente". Nelle parole dell'investigatore anche il riferimento a un presunto "finanziamento" delle strutture criminali del nord verso le case madri calabresi, oltre che il sostegno economico alle famiglie degli affiliati in carcere: in una conversazione telefonica intercettata nel febbraio 2009 tra due affiliati "si parla di un appuntamento per l'acquisto di arance" ha spiegato il maresciallo Salerno sottolineando che "i due poi si lamentano della continua richiesta da parte del capo locale di acquistare "cassette di arance" e parlano esplicitamente di "tassa" e "obolo"". (segue)




