(Adnkronos) - Secondo Belci, i risparmi saranno irrilevanti: "Con l'azienda unica inizialmente prospettata - dichiara - gli unici risparmi sarebbero derivati dalla differenza tra i trattamenti dei direttori generali e la retribuzione che spetta comunque loro in quanto dirigenti del Servizio sanitario regionale. Fatti i conti, appena 1,5 milioni, cioe' lo 0,07% della spesa sanitaria, a fronte di tutte le incognite legate al nuovo assetto. Dopo la virata verso le tre aziende, il risparmio che si prospetta e' di appena 500mila euro, tant'e' vero che Tondo ha dichiarato che l'obiettivo non e' piu' quello di ridurre la spesa, ma l'erogazione uniforme dei servizi sul territorio regionale. Ma l'uniformita' non puo' essere inseguita al ribasso, come si prospetta con il taglio dei distretti socio-sanitari". La Cgil condivide la necessita' di una manutenzione straordinaria del sistema e quindi di una riforma "che affronti i nodi veri", come spiega la responsabile welfare della segreteria regionale Orietta Olivo. La richiesta e' pertanto di congelare il disegno di legge attuale, che entrerebbe in vigore solo nel 2014, per aprire un confronto, dichiara Olivo, "che parta da un'analisi precisa dei dati economico finanziari, da una ricognizione di quelli epidemiologici e da una rilevazione degli indicatori di performance, per misurare la qualita' complessiva del sistema". Quanto ai contenuti della riforma, per la Cgil bisogna rafforzare la regia del sistema, lasciando alle Asl soltanto la gestione.




