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Bioetica: arcivescovo Torino, non subordinare uomo a ricerca scientifica

domenica 25 novembre 2012
Bioetica: arcivescovo Torino, non subordinare uomo a ricerca scientifica

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Torino, 21 nov. - (Adnkronos) - "Riconoscendo moralmente e legalmente lecito cio' che e' tecnicamente possibile si finisce per subordinare e sacrificare l'uomo alla ricerca scientifica e alle applicazioni tecnologiche, soprattutto quando l'essere umano e' incapace di difendersi, come nel caso degli embrioni". Lo ha sottolineato l'Arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola di Applicazione dell'Esercito. "Nella legislazione e nella mentalita' del costume, anche sociale, - ha rilevato l'Arcivescovo - sta prevalendo una concezione della persona umana basata sul diritto soggettivo di decidere di se stessi, persino di un'altra persona ad esempio nel caso dell'aborto, del proprio corpo e del proprio destino come meglio si crede", tanto che "la legge sarebbe in tal caso puramente notarile" e "la liberta' individuale diviene la norma assoluta di riferimento da cui far dipendenre la stessa legislazione". Ma, ha osservato Nosiglia "non sempre cio' che e' legalizzato e' anche moralmente lecito per la coscienza non solo del credente,ma di ogni uomo. Pensiamo - ha proseguito - al grande capitolo degli embrioni umani, della fecondazione in vitro, dell'uso delle cellule staminali, della stessa clonazione, temi attualissimi in questo tempo sui quali interrogarsi circa la visione di uomo, di natura, di vita, di cultura e di conseguenza circai diritti e i doveri attinenti la persona e la societa"'. (segue)