Torino, 23 nov. (Adnkronos) - "Per aprire un locale di 'ndrangheta a Torino bisogna avere minimo 49 uomini, o di piu' e non di meno, e serve il "crimine" con tutte le cariche. Se no non si puo"'. Lo ha detto Rocco Varacalli, ex affiliato alla 'ndrangheta poi dissociato, rispondendo alle domande del pm Roberto Sparagna nell'aula bunker del carcere delle Vallette a Torino, nell'ambito del processo Minotauro. Varacalli ha spiegato che la struttura dell'organizzazione criminale "a Torino e' la stessa cosa che in Calabria, non cambia nulla. La 'ndrangheta e' fatta come un polipo, con la testa e i tentacoli". Poi, per spiegare che a seconda della situazione e del momento storico la 'ndrangheta guarda piu' al nord o al sud per i suoi affari ha detto "si e' guadagnato piu' a Torino durante le Olimpiadi 2006 che in una strada di Calabria". Poi anche un riferimento alla massoneria facendo capire che a certi livelli ci sono dei contatti tra la 'ndrangheta e la massoneria: "Chi ha la dote di " santa" - ha spiegato - puo' avere a che fare con la massoneria.L'ex affiliato sta ripercorrendo la sua vita all'interno dell'organizzazione criminale: inizio' a spacciare droga ad appena 17 anni, dopo due anni dal suo arrivo a Torino per lavorare come muratore, poi nel 1994, a 24 anni, la sua affiliazione come "picciotto onorato della 'ndrangheta" avvenuta a Natile di Careri in Calabria e poi i ritorno a Torino dove "c'e' un altro locale che e' uguale al nostro" ha riferito Varacalli che poi ha spiegato la struttura della 'ndrangheta a Torino.




