Trieste, 23 nov. - (Adnkronos) - Da questa mattina 120 finanzieri del Comando provinciale di Trieste stanno dando esecuzione a dieci ordinanze di custodia cautelare e stanno effettuando perquisizioni nei confronti di ulteriori ventiquattro soggetti, di cui 11 italiani, 7 cinesi, 3 bengalesi, 1 croato, 1 turco e 1 tunisino, nell'ambito di una importante operazione denominata "Porta d'Oriente", in materia di contrasto all'immigrazione clandestina. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Procura della repubblica di Trieste hanno portato alla luce una rete di sessantre persone, tutte indagate, che consentiva l'ingresso illegale in Italia di stranieri, provenienti prevalentemente dall'estremo oriente asiatico e dal Nord Africa. Le indagini, andate avanti per un anno, sono scaturite dall'approfondimento della posizione fiscale di alcuni soggetti economici formalmente attivi nel territorio giuliano e prevalentemente dediti alla ristorazione. Le stesse hanno consentito di accertare che i titolari delle attivita' commerciali, le quali risultavano di fatto non piu' operative anche da lungo tempo, richiedevano appositi permessi per far entrare in Italia lavoratori da impiegare solo sulla carta. Tutto cio' veniva realizzato attraverso una rete di contatti, predisposta da alcuni "reclutatori" presenti sul territorio, che si occupava di individuare gli imprenditori compiacenti cui far presentare le false richieste di ingresso in Italia, in occasione dei "click days" previsti dal cosidetto "decreto flussi". (segue)




