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Libri: 'Mozzastero', i segreti della mozzarella inventata da monaci di Capua

domenica 25 novembre 2012
Libri: 'Mozzastero', i segreti della mozzarella inventata da monaci di Capua

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Roma, 23 nov. (Adnkronos) - L'abilita' delle mani e i segreti del latte. Quello del casaro non e' un lavoro ma un mestiere che si apprende e racconta saggezza di generazioni. Antonio Farina in 'Mozzastero, sculture di latte. Riflessioni di un casaro', scava nelle origini storiche di una professione che risale ai Sumeri. La chiave di volta, spiega l'agile saggio, e' la lezione dei Benedettini del monastero di S. Lorenzo, in Capua, il cui rettore fu S. Aldemaro. Osservando le stelle, questi religiosi trasferirono la loro preparazione astrologica al mondo del latte, dando cosi' origine alla pasta filata, lavorata con originalita' nelle forme del fior di latte, mozzarella, caciocacavallo e provolone. Mozzastero significa proprio 'piccolo ordine che apprende'. "Se osserviamo la stella che cade dalla Galassia -scrive l'autore- la sua scia appare come un bocciolo con lo stelo, cioe' un fiore che cade all'ingiu'. Galassia deriva dalla parola 'galaxi'as', che significa 'di latte', da cui 'fior di latte. Per creare la mozzarella di bufala, invece, i monaci si ispirarono alla luna. Mentre il provolone aveva come riferimento l'uovo cosmico". I formaggi a pasta filata, dunque, furono una scoperta dell'alto Medioevo, originati dai benedettini di Capua. Insegnarono un'azione di cura che si svolge nel tino. Da qui la denominazione di 'curatino'. "Se nel genotipo dell'arte casearia -conclude Farina- esiste quell'archeologia sapienziale, significa che quell'uomo che riesce a trasmutare la materia latte secondo i principi della natura, puo' a buon diritto essere chiamato anche casarosofo".