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Beni culturali: Giscard d'Estaing, non vendete l'Italia

domenica 25 novembre 2012
Beni culturali: Giscard d'Estaing, non vendete l'Italia

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Roma, 24 nov. - (Adnkronos) - "Non vendete il l'Italia e il suo patrimonio, L'Italia e' di tutti gli italiani, oltre ad essere la culla della civilta' occidentale. Il suo immenso patrimonio va gestito e conservato nel modo corretto e non disperso. Un'oculata gestione potrebbe, persino, sanare il debito pubblico". E' quanto ha affermato all'ADNKRONOS l'ex presidente della Repubblica francese Valery Giscard d'Estaing, che martedi' prossimo sara' a Roma, in qualita' di presidente onorario della neonata Fondazione Tebe, che ha come obiettivo la tutela dei lasciti e dei patrimoni. Gia' quattro anni fa Valery Giscard d'Estaing aveva preso posizione contro la chiusura dell'Ospedale San Giacomo di Roma, giudicandolo "un atto scandaloso". A Roma, a Palazzo Sacchetti (Salone del Mappamondo, ore 14.30) presiedera', dunque, la presentazione del Comitato Tebe, fondato da Oliva Salviati, accanto a Salvatore Settis, archeologo, storico dell'arte e giurista, al critico d'arte Achille Bonityo Oliva, a Emanuele Conte e Saverio Simi de Burgis. Nel pieno di una crisi economica mondiale, il Comitato intende sensibilizzare l'opinione pubblica sul patrimonio come bene comune e lanciare un allarme. La crisi spinge verso l'alienazione di beni ma i cambi di destinazione d'uso e le eventuali vendite di palazzi e tenute di straordinario valore, cambierebbero anche il dna del nostro paese. Una preoccupazione, particolarmente sentita anche all'estero, come testimonia la presenza nella capitale di Giscard d'Estaing.